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17.02.2020 Tags: Valtrompia

Lumezzane e Lodrino sfilano per una festa di colori e di follia

Una parte delle centinaia di figuranti vincitori di Lumezzane PieveIl carro «lunare» creato da quelli di San SebastianoUna coreografia dei vincitori del Dosso di LodrinoUn altro allestimento visto a LodrinoIl team che ha centrato il bis nella sfilata di ieri
Una parte delle centinaia di figuranti vincitori di Lumezzane PieveIl carro «lunare» creato da quelli di San SebastianoUna coreografia dei vincitori del Dosso di LodrinoUn altro allestimento visto a LodrinoIl team che ha centrato il bis nella sfilata di ieri

È toccato a tanti creativi e a un grande pubblico che si è raccolto a Lumezzane e a Lodrino aprire nel fine settimana appena trascorso la rassegna dei carnevali della Valtrompia. È successo con due sfilate che non hanno lasciato nulla al caso. Le location non saranno certamente paragonabili a quelle offerte da Venezia o da Viareggio, ma l’atmosfera creata e gli sforzi fatti dai volontari delle contrade e delle parrocchie hanno come sempre lasciato il segno negli occhi e nei cuori degli adulti e soprattutto dei bambini. La sfilata andata in scena in Valgobbia si è conclusa con la vittoria dello spettacolo curato dalla parrocchia di Pieve: nella frazione hanno messo in pista ben 230 figuranti che hanno accompagnato il pubblico in un viaggio nel Nord America dell’Ottocento. Particolare non secondario, il carro ambientato nel far west è stato realizzato con materiali di recupero come cartone, legno, carta e scarti di polistirolo. Tutte le parrocchie dell’Unità pastorale stavano lavorando al Carnevale dal mese di ottobre: gli uomini si sono occupati dei carri, mentre donne e ragazze hanno cucito a mano tutti gli abiti sfoggiati in questa occasione. Quest’anno Lumezzane ha scelto il tema «History» per colorare le strade con figuranti in maschera e carri allegorici che ieri hanno attraversato la città per ritrovarsi tutti nel piazzale delle piscine di Piatucco. LE DIVERSE interpretazioni? Di Pieve abbiamo già detto, mentre Sant’Apollonio si è presentata con le civiltà precolombiane come i Maya, gli Incas e agli Aztechi. Quelli di San Sebastiano sono scesi in strada reinterpretando il primo sbarco dell’uomo sulla Luna, mentre a Fontana hanno voluto raccontare la Russia degli zar, e per finire i creativi di Gazzolo si sono concentrati su un allestimento dedicato al Rinascimento. Dalla Valgobbia al paese a cavallo tra Valtrompia e Valsabbia sede storicamente di un evento in maschera molto seguito. La festa della follia ha tenuto banco anche a Lodrino, ed è iniziata già sabato con la 13esima edizione del «Carnival party» ospitata dal Centro Remo Prandini. Venendo a ieri, quest’anno si è registrato un «bis»: a portare a casa la vittoria è stata nuovamente la contrada del Dosso, che stavolta ha riempito la scena con la storia, i costumi e le musiche del Re leone. I 35 figuranti sono stati premiati per il grande lavoro di squadra. I CREATIVI delle diverse contrade che hanno animato la festa hanno iniziato a lavorare per la sfilata lo scorso dicembre, e lo hanno fatto mantenendo uno strettissimo riserbo sul tema delle rispettive realizzazioni. Tutto segreto, insomma, fino all’apparizione sulla scena. Solo ieri il pubblico ha potuto scoprire il risultato degli sforzi di tutta la comunità. La contrada del Grillo si è presentata con i costumi degli Aristogatti; via Roma con Il giro del mondo in 80 giorni, mentre Villa e Mostrago si sono unite per Biancaneve e i sette nani. Assenti per questa edizione gli storici carri allegorici che per questioni di sicurezza sono stati sostituiti da piccoli carretti. •

Marco Benasseni
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