mercoledì, 26 febbraio 2020
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20.01.2020

Nella città dei gatti si apre un altro «ostello»

Alcuni volontari alle prese con gli ospiti del gattile di LumezzaneLa nuova stanza per il pre e post sterilizzazioni
Alcuni volontari alle prese con gli ospiti del gattile di LumezzaneLa nuova stanza per il pre e post sterilizzazioni

Nella città fabbrica c’è un’ancora di salvezza per i gatti randagi e non. Una realtà che continua a crescere. Parliamo dell’allargamento del gattile rifugio di Lumezzane. Nei giorni scorsi sono finiti i lavori per allestire la nuova area dedicata ai felini in libertà, quelli delle colonie, realizzata grazie alla generosità di alcuni imprenditori e simpatizzanti dell’associazione «A.mici &Co.». Un risultato che si deve anche alla presidente Luisa Seneci e al gruppo di volontari che da tempo coltivano una rete di contatti spesso fonte di aiuti e donazioni. Nel 2019, la gestione del gattile ha richiesto oltre 6 mila ore di volontariato, sono stati accolti 56 animali e ne sono stati affidati in adozione 60. Sono stati poi 150 quelli provenienti dalle colonie feline e sterilizzati, sempre lo scorso anno, in collaborazione con l’Ats. Inoltre, l’associazione ha dato una mano a sterilizzare un’altra ventina di mici non appartenenti a colonie censite e che quindi non potevano essere operati attraverso il servizio pubblico. In sostanza, alcuni amanti degli animali si sono rivolti all’associazione segnalando dei randagi, e i volontari hanno accolto la richiesta e partecipato al pagamento delle spese veterinarie. Per A.mici&Co si è quindi chiuso un anno impegnativo. «Abbiamo accolto numerosi esemplari malconci che hanno richiesto cure lunghe e costose - ricorda la presidente Seneci -, ma siamo fortunati, perché a ogni nostro appello segue una risposta rapida e generosa. È di poche settimane fa la necessità di avere alimenti adatti ad alcuni gatti con problemi renali. Dopo l’appello su Facebook sono arrivate crocchette e scatolette di umido». TORNANDO all’ampliamento, il rifugio ha iniziato l’anno con circa 45 metri di spazio in più per accogliere, come dicevamo, i felini delle colonie prima e dopo la sterilizzazione o per eventuali cure. Il nuovo spazio si affianca ai 90 metri già esistenti dedicati a soggetti adulti, cuccioli e «speciali» perché affetti da alcune patologie che però permettono loro di vivere. Nell’ultimo anno il gruppo ha dovuto, come sempre, prendersi cura di molti cuccioli abbandonati. A tener viva l’associazione, ormai riferimento per Valtrompia e Valsabbia, una quarantina di volontari che coprono due turni al giorno (mattina e sera) per 365 giorni l’anno. Come sempre si cercano studenti e pensionati per i turni della mattina, ma chiunque voglia dedicare qualche ora al rifugio è il benvenuto. •

Marco Benasseni
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