Negozi out e assembramenti, tensione alta

Un gruppo fin troppo numeroso di adolescenti sullo sfondo di Villa CarcinaLa protesta delle estetiste del centro di Sarezzo
Un gruppo fin troppo numeroso di adolescenti sullo sfondo di Villa CarcinaLa protesta delle estetiste del centro di Sarezzo

Tutto (di nuovo) chiuso. Da domenica la Lombardia è tornata zona rossa, bar e ristoranti o sono sbarrati o si limitano al servizio di asporto, e anche i centri estetici hanno dovuto abbassare le serrande. Dopo quasi 12 mesi di apri e chiudi la tensione in Valtrompia è alle stelle. «Purtroppo il nuovo Dpcm ci costringe a fermarci nuovamente, e siamo senza parole», commenta Clara Buffoli del Clara beauty lab di Sarezzo. Quello dei centri estetici è un tasto dolente; perché queste realtà sono finite ancora in sospeso, mentre il Governo e il Comitato tecnico scientifico hanno deciso di lasciar lavorare gli acconciatori. E se alcune categorie professionali non l’hanno presa bene, un altro motivo di polemica nasce dalla ricorrente presenza di gruppetti di giovani che tra Concesio e Villa Carcina (ma non solo) hanno fatto infuriare il popolo del web. Nelle ultime ore sono stati tanti i teenager che hanno dato vita ad assembramenti; spesso muovendosi senza mascherina. C’è chi li critica e chi, invece, chiede tolleranza nei confronti di una generazione messa alla prova dalle restrizioni sanitarie. C’È CHI li ha definiti untori, chi ha chiamato il 112 e chi inveisce contro i genitori dei ragazzi che non rispettano il distanziamento. Non si può fare di tutta l’erba un fascio, ma in questi giorni di forte tensione, dettata anche dalle sanzioni comminate ai locali che hanno aperto per protesta, basta una scintilla per creare un botto. Così sono centinaia i commenti pubblicati sui gruppi della Valtrompia. «Saranno dieci, quindici ragazzi - scrive un residente di Concesio -. Danno le multe ai locali che vogliono lavorare per mangiare invece di sanzionare i genitori di questi sciagurati?». C’è poi chi li difende motivando il gesto come una provocazione anti zona rossa. «Non se ne può più: fanno bene - dicono in effetti altri nel dibattito scoppiato su Facebook -. La Lombardia non si merita di essere in zona rossa, siamo da zona arancione. Ce la prendiamo con dei ragazzi che sono stati privati di tutto quando nei supermercati ci sono intere famiglie che scorrazzano per le corsie». In realtà la situazione è analoga ovunque, non solo in Valtrompia. Sabato a Brescia, ultimo giorno di apertura dei negozi ma con i locali comunque chiusi, le piazze della città sono state prese d’assalto da orde di sedicenni che sedevano l’uno a fianco all’altro bevendo birra e pirli. Un atteggiamento criticato anche da Cristina Fogazzi, in arte l’Estetista cinica, l’influencer bresciana di origine saretina con 764mila follower su Instagram: «Adesso mi spiego perché nonostante ristoranti e bar chiusi la curva dei contagi non scende - scrive -. Teniamo chiusi i ristoranti, stiamo uccidendo una categoria e in giro c’è questo macello». •

Marco Benasseni