Nella lotta ai tumori c’è un po’ di Lumezzane

Mattia Bugatti a destra, insieme al professor William Vermi
Mattia Bugatti a destra, insieme al professor William Vermi
Mattia Bugatti a destra, insieme al professor William Vermi
Mattia Bugatti a destra, insieme al professor William Vermi

La Valgobbia non eccelle solo nella manifattura e nella lavorazione dei metalli, anzi. C’è anche una genialità non industriale che in questo caso specifico è rappresentata da Mattia Bugatti, un lumezzanese di 33 anni con una laurea in Tecniche di laboratorio che è uno degli autori di quella che sembra una importantissima scoperta nel campo della lotta ai tumori. Insieme al professor William Vermi, responsabile dell’Unità operativa di Anatomia patologica dell’Asst Spedali Civili di Brescia, e insieme al team di lavoro del dipartimento di Medicina e Traslazione dell’Università degli studi di Brescia, ha contribuito a uno studio internazionale che ha permesso di individuare nei tessuti peri tumorali e metastatici la presenza di macrofagi in grado di contrastare proprio lo sviluppo e la progressione delle formazioni neoplastiche. Stiamo parlando di una ricerca alla quale Bugatti e gli altri tecnici lavorano da un paio di anni, e l’importante rivelazione non solo è stata pubblicata sulle pagine della prestigiosa rivista «Cell«, ma, cosa molto più importante, potrebbe avere importanti ripercussioni a breve termine in ambito terapeutico e farmacologico. «Questo studio rientra in una serie di attività che stiamo sviluppando per la caratterizzazione delle cellule immunitarie che convivono con il tumore - racconta il tecnico lumezzanese -. La novità emersa dalle nostre verifiche è particolarmente rilevante, perché abbiamo scoperto che i macrofagi, cellule che costituiscono la primaria linea di difesa dell’organismo, che generalmente vengono visti come alleati indiretti dello sviluppo del tumore, non sempre, invece, hanno un ruolo pro tumorale ma possono al contrario avere un impatto di segno opposto sulla malattia». Come detto questa scoperta potrebbe aprire la strada a terapie sempre più mirate per migliorare i risultati sui pazienti. Lo studio che vede impegnato Mattia Bugatti è incentrato sul tumore della mammella, ma poi si è esteso anche su altri carcinomi, come quelli dei polmoni, del fegato, del pancreas e del colon. La notizia della scoperta di laboratorio non è prevedibilmente rimasta nell’ambito ristretto del mondo scientifico, e ha causato interesse e plauso anche altrove: «Sapere che c’è anche un po’ di Lumezzane tra i contributi nella lotta contro i tumori non può che riempirci il cuore di orgoglio - commenta ringraziando il sindaco della cittadina Josehf Facchini -. Queste sono battaglie per regalare speranza e vita».•. M.Ben.