Novant’anni di generosità sotto il cappello degli alpini

Una manifestazione  del gruppo alpini di Sarezzo. A giorni l’inizio dei festeggiamenti per i 90 anniUn’altra immagine «pubblica» delle penne nere saretine
Una manifestazione del gruppo alpini di Sarezzo. A giorni l’inizio dei festeggiamenti per i 90 anniUn’altra immagine «pubblica» delle penne nere saretine
Una manifestazione  del gruppo alpini di Sarezzo. A giorni l’inizio dei festeggiamenti per i 90 anniUn’altra immagine «pubblica» delle penne nere saretine
Una manifestazione del gruppo alpini di Sarezzo. A giorni l’inizio dei festeggiamenti per i 90 anniUn’altra immagine «pubblica» delle penne nere saretine

Hanno aspettato la parte finale di un anno molto speciale per ricordare la ricorrenza e organizzare festeggiamenti ampiamente meritati ma forzatamente limitati dalla situazione sanitaria. Parliamo degli alpini del gruppo di Sarezzo, una realtà attualmente guidata dal capogruppo Pierluigi Antonini che in questo 2021 celebra i novant’anni di fondazione. Per ricordare quell’importante 1931, le penne nere hanno organizzato tre giornate ricche di eventi. «Quest’anno è stato raggiunto un importante traguardo per il gruppo, che vanta centocinquanta tesserati - sottolinea Antonini presentando l’evento -. Avevamo pensato di prevedere molte più iniziative con eventi culturali, musicali e sportivi, ma abbiamo dovuto rinunciare per ragioni sanitarie. Non volevamo però che questa importante ricorrenza passasse inosservata, per cui abbiamo concentrato l’essenziale in tre giorni. Magari recupereremo il prossimo anno per i 90 anni più uno». Il cartellone si aprirà il 7 dicembre alle 20,30 con una serata nel teatro San Faustino durante la quale si esibirà il coro della montagna «Inzino»: diretto da Narciso Lancelotti, offrirà un repertorio che spazierà dai canti alpini alle melodie natalizie. Nella stessa serata saranno ricordati i momenti principali della storia del gruppo e saranno onorati i «veci» che hanno portato avanti le impegnative attività organizzate questo secolo e in quello che lo ha preceduto. Si continuerà mercoledì 8 con una sfilata che, partendo dalla sede, raggiungerà la parrocchiale dove alle 11,30 sarà celebrata una messa per ricordare il 90esimo anniversario. Poi la posa di una corona per ricordare i caduti. Per concludere la giornata un momento conviviale e il tesseramento. Infine, domenica 12 dicembre, dopo una preghiera nella parrocchiale gli alpini accompagneranno la statua della Madonna del soldato portandola sulle spalle dalla parrocchiale al santuario di Sant’Emiliano, dove sarà riposta nella nicchia tra i due santi patroni. «Chi lo desidera può partecipare alla cerimonia del riaccompagnamento di questa statua - conclude Antonini - che era stata realizzata con le offerte delle donne affinchè i loro mariti, padri, figli, fratelli o fidanzati fossero protetti e tornassero a casa dalla guerra. Sul polso della Madonna c’è un piccolo cuore in tessuto con l’elenco dei nomi di chi fece ritorno. Compreso quello di un reduce che oggi ha cento anni». L’immagine mariana viene portata ogni cinque anni da Sant’Emiliano alla parrocchiale nel mese di maggio per tornare nelle sede consueta nei primi giorni di dicembre. «È davvero bello festeggiare questa importante ricorrenza - commenta la sindaca Donatella Ongaro -. Per la nostra comunità gli alpini rappresentano un punto fermo, una presenza solida, coesa e forte, sulla quale sappiamo di poter sempre contare. Anche nel periodo della pandemia non si è mai affievolito il sentimento sincero di generosità, altruismo e condivisione delle penne nere. Sempre disponibili a dare una mano per diverse necessità, non da ultimo per i servizi forniti nell’hub vaccinale in città».•.