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01.12.2019

Nuova piazza, caso apertissimo Un consiglio ad alta tensione

L’area di Villa Carcina interessata dalle prossime costruzioniUn’altra vista dello spiazzo che sarà edificato dai privati
L’area di Villa Carcina interessata dalle prossime costruzioniUn’altra vista dello spiazzo che sarà edificato dai privati

Per riportare la calma tra il pubblico è dovuto intervenire un agente della polizia locale, a testimonianza del clima decisamente surriscaldato che ha accompagnato venerdì la conclusione del consiglio comunale di Villa Carcina. Come previsto, a far salire la tensione è stato il punto 9 dell’ordine del giorno: la richiesta al consiglio di dare mandato al sindaco per concludere le fasi di liquidazione della Nuova piazza spa. Nulla di nuovo, visto che dello scioglimento della Stu si parla da anni, dal 2013, quando era stata sottoscritta una convenzione tra i soci pubblici e privati. Al Comune è rimasta l’area su cui è stata aperta la farmacia e che in futuro ospiterà un parco, un anfiteatro e un museo di storia locale. Il liquidatore nominato dal Tribunale ha invece accompagnato i soci privati alla vendita dei terreni che oggi sono di proprietà della «LP Castello srl», che vorrebbe realizzare un complesso residenziale e commerciale dove ora c’è il parcheggio davanti alla Casa delle associazioni. Al momento della votazione l’opposizione (Lega e Villa Carcina Bene Comune) ha abbandonato l’aula. «Ritengo che la documentazione consegnata sia insufficiente, del tutto carente rispetto alle esigenze conoscitive richieste a un consigliere comunale - ha dichiarato Marsilio Gatti -. Questi limiti non ci permettono una conoscenza esauriente di alcuni aspetti, né spiegano alcune possibili ricadute negative sul patrimonio collettivo». Il Carroccio ha invece ritirato in ballo l’alleanza tra i componenti della maggioranza: «Ci siamo spesso chiesti quale fosse la ragione dell’accordo civico tra il Pd di Villa Carcina e la maggioranza dell’ex sindaco Giraudini - commenta Gianleone Gnali -; ora è tutto più chiaro». L’assessore Stefano Colosio ha replicato ricordando che era già stata creata una commissione per dare tutte le spiegazioni. L’atto notarile a cui fa riferimento Gatti non è invece a disposizione del Comune, essendo un atto di cessione quote tra privati. «I soci privati della Stu hanno venduto alla Castello, che potrà costruire con le cubature previste - spiega Colosio -. Edificheranno sull’area di loro competenza. Non è un segreto per nessuno, e per questioni di compensazione abbiamo venduto dei pezzi di terreno che dovranno riconsegnarci urbanizzati». INSOMMA, una sorta di scomputo di oneri che riporterà alla comunità parcheggi, sottopasso e fermata del bus semplicemente sistemati. «Non ci sarà ulteriore cementificazione; non più di quanto fosse inizialmente previsto» assicura Colosio. In realtà c’è chi dice che la società realizzerà solo commerciale e non residenziale, ma di questo si discuterà nei prossimi consigli comunali. •

Marco Benasseni
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