Obiettivo Olimpiadi. C’è un piano di rilancio per riempire il Maniva

Collio  Una immagine invernale della sciovia Zocchi, nel comprensorio del Maniva
Collio Una immagine invernale della sciovia Zocchi, nel comprensorio del Maniva

Anche la Valtrompia guarda con grande interesse a un appuntamento che potrebbe trasformarsi in una leva importante per il turismo: le Olimpiadi del 2026. Durante l’ultima assemblea della Comunità montana, il presidente Massimo Ottelli ha affermato che il comprensorio del Maniva potrebbe trasformarsi in una metà interessante per quel periodo. Non c’è l’ambizione di fare concorrenza alle località più famose, ma un progetto sul tavolo potrebbe permettere di ospitare in alta valle le squadre giovanili per gli allenamenti offrendo un supporto ai comprensori più grandi. Servono però alcuni investimenti che in questo momento la società che gestisce gli impianti non può accollarsi, e quindi sarebbe fondamentale creare una sinergia tra pubblico e privato per farsi trovare pronti tra 5 anni. Parliamo di un’operazione del valore di 15 milioni destinata a migliorare il Maniva, le vie di accesso, la mobilità e l’accoglienza. Si chiama «Patto territoriale per lo sviluppo economico, ambientale, sociale e della mobilità del territorio montano del Monte Maniva» ed è promosso dalle Comunità montane della Valtrompia e della Valsabbia insieme ai Comuni di Collio e di Bagolino; naturalmente in collaborazione con Maniva ski, Dosso Alto e la società Ski-mine. Durante l’ultimo incontro coi sindaci dei 18 Comuni della Valle è stato presentato il contratto preliminare tra la società del passo e l’ente comprensoriale per sostituire due impianti di risalita ormai a fine vita: la sciovia Zocchi e la seggiovia Fenili Barard. Il punto all’ordine del giorno è però slittato al prossimo incontro (in programma venerdì) perché le minoranze hanno chiesto di approfondire il progetto. Per trovare le risorse utili alla promozione del Maniva e al suo ammodernamento, Gardone si affiderebbe a un bando della Regione finalizzato proprio a supportare i comprensori sciistici. Se il piano venisse finanziato si porterebbero a casa circa 10 milioni e, per il resto, gli investimenti sarebbero a carico per il 90% dei partner privati e per il restante 10% dei pubblici. Alla base della sinergia tra pubblico e privato e di tutta l’operazione c’è appunto la volontà di rendere più attrattivo l’intero comprensorio con migliorie sulle strade di accesso alle piste (nello specifico della Bagolino/Maniva), la riduzione dell’impatto ambientale e l’adozione di tecnologie e servizi di accoglienza all’avanguardia. Ma l’investimento principale sarà la riqualificazione di due dei nove impianti a fune. Entrambi hanno ormai una cinquantina d’anni e sono di proprietà della Maniva ski, ma col benestare dell’assemblea dei sindaci verrebbero acquistati dalla Comunità che si impegnerebbe a portare a casa le risorse necessarie per aggiornarli e riconsegnarli in gestione alla società. La Zocchi sarebbe sostituita con un nuovo impianto di pari lunghezza ma su un nuovo tracciato, mentre la nuova Barard ricalcherebbe il percorso attuale. Gardone si occuperebbe anche del completamento dell’impianto polifunzionale (antincendio/sparaneve) in località Dasdana per coprire altri 12 chilometri di piste. La proposta avanzata dal Dosso Alto punta invece ad aumentare la dotazione di bici elettriche e a installare nuovi punti di ricarica. Infine, Maniva ski realizzerebbe un nuovo parco giochi in località Persek e potenzierebbe la connettività locale.•.

Marco Benasseni

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