Referendum, è il turno del Tar

Una fase  della raccolta di firme
Una fase della raccolta di firme
Una fase  della raccolta di firme
Una fase della raccolta di firme

Per ora non c’è alcuna decisione, e la scelta dei magistrati verrà comunicata entro un mese, ma per i promotori del ricorso è stato importante essere ascoltati dal Tar di Brescia sul caso del referendum negato a Villa Carcina. Parliamo dell’azione del comitato «I cittadini contano!» che si è opposto in sede giudiziaria alla variante urbanistica che autorizza il nuovo supermercato in progetto in via Marconi. L’udienza si è svolta alla presenza degli avvocati Pietro Garbarino in rappresentanza del comitato, della collega Maria Ughetta Bini per il Comune di Villa Carcina e di Alberto Salvadori per l’immobiliare Lp Castello. Come uditori tre esponenti del comitato che ha promosso il ricorso. Il contradditorio è partito su iniziativa dell’avvocato Bini, che ha contestato la strumentalità di alcune affermazioni e citazioni di riferimenti legislativi italiani ed europei contenuti nella memoria dei ricorrenti depositata da Garbarino. Poi, il legale de I cittadini contano ha chiarito due punti: la vicenda urbanistica non è oggetto del giudizio, poiché l’interesse dei ricorrenti è rivolto unicamente allo svolgimento del referendum. Inoltre, non è nemmeno sotto giudizio l’ammissibilità del referendum, perché la commissione l’ha dichiarato tale mentre il sindaco no. «Piuttosto è contestabile lo straripante potere della commissione - ha affermato Garbarino - nel fornire indicazioni indebite all’amministrazione comunale». Proseguendo, secondo Garbarino a Villa Carcina «il procedimento referendario non si sarebbe svolto sul piano paritario, in quanto il Comune ha applicato le norme del proprio regolamento in modo autoritario e discrezionale, agendo sempre in termini di supremazia». Il giudice ha preso atto delle dichiarazioni degli avvocati e, come detto, ha annunciato che la sentenza sul caso è destinata a essere pronunciata entro i prossimi 30 giorni, ma il termine non è perentorio. «La discussione tra gli avvocati, a esclusione del rappresentante dell’immobiliare Lp Castello, si è svolta su aspetti strettamente giuridici ma per noi altamente significativi - commenta Isaia Mensi del comitato -. Il nucleo centrale della discussione è il seguente: se un gruppo referendario promuove a norma di statuto comunale un referendum consultivo con un quesito ritenuto legittimo e ammissibile da una commissione di giuristi, validandolo poi con un numero sufficiente di firme di cittadini-elettori, una amministrazione comunale deve astenersi dal deliberare nel merito del quesito in modo da favorire l’espletamento del referendum? Oppure può farlo in modo da annullare sostanzialmente la consultazione?». Esiti della battaglia anche giudiziaria a parte, nell’area al centro dell’attenzione non sta succedendo nulla di clamoroso: i lavori per la costruzione del supermercato sono in attesa di essere avviati dopo la verifica delle ultime cartografie.•. M.Ben.