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27.11.2020

Referendum, i promotori restano all’angolo

L’area di Villa Carcina in cui dovrebbe nascere il nuovo supermercato
L’area di Villa Carcina in cui dovrebbe nascere il nuovo supermercato

Accompagnato da una polemica politica, dalle critiche dei promotori che vedono un’ipoteca sul giudizio finale, il percorso del referendum consultivo promosso a Villa Carcina dal comitato «I cittadini contano!» sta per arrivare a uno snodo fondamentale. La consultazione riguarderebbe la costruzione di un supermercato Lidl che un privato intende realizzare in via Marconi, e i tecnici scelti per giudicare l’ammissibilità dei quesiti referendari, in base alle disposizioni dettate dallo statuto e dal regolamento comunale, devono pronunciarsi entro lunedì prossimo. Chi sono i tecnici? «Abbiamo chiesto al sindaco che tra i due esperti giuridici chiamati ad affiancare il lavoro del segretario comunale - ricorda Isaia Mensi, tra i promotori del referendum - fosse nominato un nostro avvocato di fiducia. Ma la giunta comunale ha deciso diversamente. Nei due precedenti tentativi referendari, del 2007 e del 2012, non dimentichiamolo, la commissione ha sempre bocciato il quesito». La polemica è legata proprio a questa chiusura. Il 22 ottobre il comitato ha presentato al sindaco Moris Cadei una richiesta formale affinchè all’interno della commissione fosse nominato un rappresentante giuridico dei 200 cittadini sottoscrittori del quesito, indicando anche il proprio candidato. «Qualche giorno dopo (il 26 ottobre) la giunta ha deliberato la nomina di due esperti contattati lo stesso giorno del deposito del quesito, cioè il 21 settembre - prosegue Mensi -. Riteniamo che se ci fosse stata la volontà politica di garantire un figura rappresentativa dei richiedenti nella commissione la giunta avrebbe potuto deliberare favorevolmente, dimostrando di fare istituzionalmente un importante passo avanti, travalicando un regolamento statutario ormai superato e valorizzando il principio e il ruolo della partecipazione popolare nella vita del paese». PROPRIO il 21 settembre, il comitato ha depositato il quesito referendario sulla variante urbanistica richiesta dalla «Lp Castello» per via Marconi per poter realizzare un supermercato su un’area privata che il fronte del no definisce «insufficiente per ospitare una struttura di vendita di 2000 metri quadrati non prevista in quell’area dal Pgt, e pure mancante di 1600 metri quadri di aree a standard per esercitare l’attività». Per regolamento, la commissione tecnica è composta da soli tre membri: presidente è il segretario comunale, affiancato da due esperti in materie giuridiche nominati dall’ente locale. Il compito è quello di esaminare e giudicare il quesito proposto. Perché sia giudicato legittimo e sottoposto a referendum consultivo deve rispondere ai requisiti del Regolamento per il funzionamento degli istituti per la partecipazione approvato nel 2004. •

Marco Benasseni
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