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22.10.2019

«Riapriamo cascina Capponi» Sui social si raccolgono i fondi

Cascina Capponi: abitata fino agli ’80 adesso è in abbandonoI cittadini sognano di farne un luogo di ritrovo e aggregazione
Cascina Capponi: abitata fino agli ’80 adesso è in abbandonoI cittadini sognano di farne un luogo di ritrovo e aggregazione

La ristrutturazione di Cascina Capponi a Villa Carcina è un tema spinoso. Sono trascorsi circa dieci anni dall’ultima volta che se ne è parlato seriamente, in un incontro pubblico promosso dall’allora gruppo di opposizione LiberaMente. Nei giorni scorsi, però, una proposta comparsa sulla pagina Facebook «Sei di Villa Carcina se…» ha riacceso i riflettori sul rudere: «Lancio una proposta per riqualificare la cascina - scrive Nicola Corini - iniziamo una raccolta fondi volontaria. Io dono i primi 100 euro per il piano di ristrutturazione». L’EDIFICIO comunale, ricordiamolo, è stato abitato fino agli anni ’80 e si trova poco sopra l’antica chiesetta di San Rocco. Dopo l’abbandono degli affittuari, l’area era stata abbandonata a se stessa: i rovi avevano preso il sopravvento e le piante infestanti iniziarono ad occupare il prato non falciato. Inoltre, nelle vicinanze giacevano cumuli di rifiuti, che in varie tornate sono stati recuperati. Nel 2001 l’amministrazione comunale decise di rivalutare l’area stipulando con la l’associazione Agroforestale di Villa Carcina una convenzione per la pulizia. Particolare attenzione era stata prestata all’intervento di estirpazione totale dei rovi vicino alla casa che hanno messo in luce fioriture primaverili che non si vedevano da anni. Visibile anche dalla strada valligiana, l’edificio è riconoscibile dai due cipressi che vi troneggiano davanti, affiancati da un maestoso muro in pietre a secco, di secolare memoria. L’area è stata poi attrezzata con panchine in legno e caminetto, utilizzato dai gitanti che transitano. «Cascina Capponi si trova poco sopra la chiesa di San Rocco di Villa, salendo a piedi 15 minuti -aggiunge Nicola Corini, promotore dell’iniziativa-. Alcuni anni fa è stata realizzata anche una strada per raggiungerla». Finora sono stati raccolti 2.000 euro per la ristrutturazione, ma serve l’aiuto del Comune per stendere un progetto di massima. RACCOLTA FONDI a parte, si vorrebbe riesumare una forma di condivisione di idee tra la cittadinanza e il Comune che era caduta nel dimenticatoio. In passato LiberaMente aveva infatti chiesto di aprire un percorso di partecipazione per ascoltare le esigenze del territorio. Anni fa si parlava di trasformare la cascina in una casa vacanza, ma poi l’idea non ha avuto seguito per mancanza di fondi. Visto però il successo dello Stallino di Caregno e gli investimenti arrivati con il progetto «Valli Resilienti», probabilmente questo potrebbe essere il momento giusto per trasformare la vecchia casa in uno spazio dove organizzare eventi, feste, grigliate, garantendo anche alcuni posti letto per i potenziali ospiti. •

Marco Benasseni
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