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01.12.2020

«Spari sui valichi, la Regione li vieti subito»

Il Colle San Zeno, forse il più importante dei valichi bresciani
Il Colle San Zeno, forse il più importante dei valichi bresciani

L’interdizione di qualsiasi forma di caccia in corrispondenza delle «autostrade» invisibili seguite dagli uccelli durante le migrazioni è l’oggetto di una campagna che un’associazione, la Lac, porta avanti da decenni. Da quando l’obbligo di vietare gli spari sui valichi è stato previsto, nel lontano 1992, dalla legge quadro nazionale che disciplina l’attività venatoria. Nel tempo alcuni risultati importanti sono stati raggiunti e sono anche rimaste aperte alcune possibilità. Poi, nelle ultime ore c’è stata una clamorosa svolta. «Ancora una volta è sono i giudici a intervenire per garantire la tutela della fauna selvatica e il rispetto delle leggi - spiega la Lac - accogliendo le istanze di un’associazione che protegge la natura, la Lega per l’abolizione della caccia, al contrario di Regioni che la usano come mezzo di propaganda politica». IN EFFETTI UNA SENTENZA del Tar Lombardia del 28 novembre ha accolto il ricorso curato per l’associazione dall’avvocato Claudio Linzola «per l’ottenimento, a decenni dall’introduzione della norma nazionale che li protegge, della tutela dei valichi su tutto il territorio della Lombardia. Per lo stop a ogni forma di caccia in questi punti di passaggio vitali per i migratori. Alcune di queste selle - ricorda la Lac - tra le più importanti in assoluto, si trovano nel Bresciano, e sono ancora prive di tutela o soggette a limitazioni risibili dell’attività venatoria». Un successo a tutto campo: «Condannando la Regione al pagamento delle spese, la sezione quarta del Tar ha anche trasmesso il proprio pronunciamento alla Corte dei Conti, segnalando così il reiterato comportamento di una amministrazione regionale che con scelte non conformi alle normative di settore provoca notevoli danni non solo agli animali selvatici, ma anche alle tasche dei contribuenti», afferma la Lac. Il Tar ha accolto la tesi della Lac sull’inottemperanza della Regione in merito all’obbligo di vietare la caccia su tutti i valichi, come previsto dall’articolo 21 comma 3 della legge 157 del 1992, e ha «respinto la tesi pretestuosa che invocava la necessità per il consiglio regionale di approvare il piano faunistico: un documento che non è mai esistito dal ’92 a oggi. Inoltre, i giudici amministrativi hanno disposto l’immediata attuazione del divieto». UN PASSAGGIO della sentenza recita infatti così: «Va subito sgombrato il campo dalle questioni relative ai piani faunistici venatori regionali e territoriali (art. 12 e 14 della medesima legge regionale del 1997), nei quali, come previsto dalla disposizione testé citata, i valichi devono essere indicati, come pure nei calendari venatori, senza che ciò possa significare che, in mancanza di tali atti, i valichi non debbano (previamente e a prescindere) essere compiutamente individuati e tutelati e che il divieto di caccia che li riguarda possa non essere osservato». Infine, nel caso in cui la Regione non rispetti la sentenza entro i termini stabiliti dal Tar è anche prevista la nomina di un commissario ad acta chiamato ad attuare il contenuto del pronunciamento. •

P.BAL.
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