Supermercato, chiedono il referendum in mille

Uno dei banchetti allestiti per la raccolta di firme a Villa Carcina
Uno dei banchetti allestiti per la raccolta di firme a Villa Carcina

Il traguardo «tecnico» delle 900 firme è stato superato di slancio, e ora sono ben 1.071 le persone che hanno deciso di sostenere il referendum che il comitato «I cittadini contano! No al centro commerciale di via Marconi» sta promuovendo per far esprimere la gente sull’arrivo di un supermercato in via Marconi. Un numero importante per un paese come Villa Carcina. «Ringraziamo chi ha contribuito al successo di questa grande impresa - dichiara il presidente del comitato Ivano Scalvini -. Abbiamo raggiunto e addirittura superare le 900 firme necessarie per l’indizione del referendum consultivo sulla variante urbanistica che legittimerebbe un supermercato al centro del paese». Il risultato non era scontato, considerate le restrizioni dettate dall’emergenza sanitaria e al freddo invernale; nonché le difficoltà legate al quesito urbanistico. «I cittadini hanno fatto indubbiamente la loro parte, rispondendo al nostro appello con grande senso di civiltà e di responsabilità sociale - continua Scalvini -, a dimostrazione di una matura volontà di partecipazione al processo decisionale sull’intervento nella centralissima via Marconi, a due passi dalla futura piazza pubblica». Tra i firmatari ci sono pure i commercianti di Villa Carcina, i quali durante la raccolta di firme hanno dimostrato una corale contrarietà al progetto della Lp Castello per la costruzione di una struttura di vendita di media grandezza. Le sottoscrizioni sono state consegnate in municipio lunedì dopo 19 giorni di raccolta in tutte le frazioni. Nella stessa occasione, il comitato ha protocollato una lettera indirizzata alla segreteria del Comune con la quale è stata avanzata formale richiesta di referendum consultivo. «SIETE favorevoli a che il Comune consenta alla società Lp Castello l’ubicazione nell’area sita in via Marconi (ex Pa 5) di un supermercato a destinazione commerciale alimentare e non con superficie lorda di pavimento di 2.000 mq, modificando a tal fine gli impegni attuativi previsti dalla convenzione urbanistica del 2013, che invece il comitato propone venga rispettata, non comportando in nessun caso oneri o spese a carico del Comune?»: questo sarà il quesito al quale i cittadini dovranno rispondere. Ora il responsabile dei servizi demografici dovrà accertare che le firme corrispondano a soggetti aventi diritto (cioè residenti), poi la commissione tecnica avrà 15 giorni per esprimersi sull’ammissibilità del referendum. Se così sarà, il sindaco Moris Cadei avrà un mese di tempo per fissare una data di convocazione dei mesi di maggio, giugno, settembre o ottobre. •

M.BEN.