l'allarme

Ansia e disagio giovanile: i pesanti effetti del long Covid

di Michela Bono
Sono in aumento le richieste di aiuto: anche la fragilità delle famiglie contribuisce a non portare serenità
Il disagio giovanile colpisce in maniera pesante i giovani bresciani
Il disagio giovanile colpisce in maniera pesante i giovani bresciani
Il disagio giovanile colpisce in maniera pesante i giovani bresciani
Il disagio giovanile colpisce in maniera pesante i giovani bresciani

Il disagio giovanile è in crescita: secondo Aanpi, l’Associazione amici della neuropsichiatria infantile dell’ospedale Civile di Brescia, il numero dei pazienti e di patologie sono in aumento. Crisi d’ansia e difficoltà relazionali, che spesso portano a chiusure e auto-isolamento, sono le problematiche più frequenti che emergono dal contatto quotidiano della presidente Giulia Picotti e del suo staff con i genitori e i ragazzi. L’associazione ha da poco chiuso il bando annuale che raccoglie i progetti più meritevoli a supporto delle famiglie e degli utenti del reparto, che negli anni hanno spaziato dalle visite in spazi culturali alla pet therapy, ai progetti nelle scuole.

Una crisi che continua

Il disagio è sotto gli occhi di tutti: «La coda del Covid si fa ancora sentire» spiega Alberto Festa, per dodici anni giudice per minori in tribunale e attuale presidente della cooperativa Fraternità di Ospitaletto. «Mancano gli adulti significativi e l’adolescenza si sta allungando: abbraccia persone sempre più giovani e sempre più adulte. Ma sono adulti che rimangono ragazzi». La precocità è un grande problema: ragazzini che fanno uso di sostanze già alle medie e che sui dispositivi hanno a disposizione il mondo intero senza gli strumenti per gestirlo: «Non hanno ancora la personalità formata e, soprattutto, non hanno chi li guida. I genitori sono fragili, i luoghi di riferimento come le parrocchie fanno quello che possono, la scuola fatica a gestire situazioni così complesse. La prospettiva del mondo li spaventa: le guerre, le crisi, l’intelligenza artificiale. Non hanno le stesse prospettive del dopoguerra». Lo sa bene Lara Palini, responsabile del centro diurno Toc Tok di Travagliato, aperto dopo il Covid per ragazzi in disagio: «La fragilità dei minori viene spesso dalla fragilità dei genitori e della società. Sono figli di questo tempo».

La famiglia solida alle spalle, ripete l’esperta, rappresenta da un lato le fondamenta e dall’altro il trampolino di lancio verso la vita. L’adolescente deve sapere di avere un porto sicuro anche quando, giustamente, fa le sue esperienze in alto mare: «Il lavoro c’è ma, per assurdo, i ragazzi hanno paura ad affrontarlo, non sono pronti. La mancanza della famiglia educativa si nota perché non accettano le gerarchie, non conoscono le regole, anche la più banale puntualità – continua Palini -. E al lavoro o sei produttivo o sei scartato». Alla prima porta in faccia non reggono e, spesso, finiscono per non cercare più, lasciandosi vivere senza meta.

Chi chiede aiuto

L’età di chi approda a Toc Tok è tra i 16 e i 21 anni, a dimostrazione di come l’adolescenza si sia prolungata. In Lombardia è tra i pochi centri, se non l’unico, con questo focus. Oggi lo frequentano 9 ragazzi. Dei 24 giovani ospitati dall’apertura, le ragazze sono 2 :«Approdano su invio dei servizi sociali comunali, della tutela minori o dal tribunale – rivela Palini -. L’utente tipo è in un momento di abbandono scolastico e non lavora; spesso manca di riferimenti: gli adulti non ci sono o, se ci sono, sono anch’essi fragilissimi, magari inseriti in un percorso di riabilitazione a loro volta». C’è chi è in ritiro sociale e che dalla pandemia apprende solo dalla rete, con i modelli di riferimento limitati ai contenuti online, tra cui la trap, con messaggi devastanti a livello educativo e culturale. «Serve loro un contesto contenitivo, che li ascolti e li guidi, spesso anche nelle capacità basilari – conclude Palini -. Scambiano il giorno con la notte, si curano poco, non si cambiano i vestiti. Segnali che inconsciamente mandano, ma chi c’è in casa con loro non se ne accorge».

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