la riforma

Autonomia differenziata, in Senato passo avanti con l’ok in commissione Affari costituzionali

di Eugenio Barboglio
Sì della Affari Costituzionali grazie al voto della maggioranza più Gelmini a titolo personale. Pd: «Ddl che spacca l’Italia»

Sarà la conferenza dei capigruppo a decidere il calendario dell’approdo in aula della riforma dell’Autonomia differenziata che ieri, 21 novembre, ha ricevuto il via libera in commissione Affari costituzionali del Senato. A favore del ddl del governo hanno votato i partiti della maggioranza, ma anche Svp e, a titolo personale, Mariastella Gelmini di Azione. Contrari Pd, M5s, Avs e Italia Viva.

«È stato fatto un lavoro lungo e molto approfondito che ha permesso di arricchire il testo» ha detto il ministro Roberto Calderoli (Lega). «Il fatto che il gruppo delle Autonomie abbia votato a favore così come la senatrice Gelmini, seppur a titolo personale, dimostra che c'è stato un allargamento del consenso oltre la maggioranza», ha aggiunto Calderoli. Non a caso «su un’ottantina di emendamenti la maggioranza è presentata dalle opposizioni a dimostrazione che sono state ascoltate». Calderoli ha respinto la tesi che dietro ci sia uno scambio tra autonomia e premierato, come sostenuto dalle opposizioni.

Esultanza e timori

«Siamo estremamente preoccupati - ha detto l’onorevole del Pd, Marco Sarracino - per un testo che aumenta i divari e spacca il Paese. Il tutto in un imbarazzante silenzio dei presunti "patrioti" eletti nel Mezzogiorno che stanno svendendo i territori in cui sono stati eletti. La nostra opposizione continuerà ad essere durissima, difendere il Sud significa tutelare l'unità nazionale». «Molto bene - è il commento a caldo del presidente della Lombardia, il leghista Attilio Fontana - Grazie all'ottimo lavoro del ministro Calderoli è stata raggiunta un'altra tappa fondamentale». «Autonomia il prima possibile - ha aggiunto - per una maggiore efficacia dei servizi pubblici e risposte più concrete alle esigenze delle comunità territoriali, da sud a nord».

Dal Veneto

Per il «governatore» del Veneto, Luca Zaia «dopo un immobilismo che non sembrava riservare nulla di buono e soprattutto negava il rispetto alla volontà espressa dai cittadini non solo veneti, con l'Esecutivo in carica si stanno succedendo tutti i passaggi necessari per la riforma e vengono anche suggellati dal voto affermativo con un consenso che oggi si è dimostrato anche allargato. Ancora una giornata da ricordare nella marcia di avvicinamento a quello che, non mi stancherò mai di ripeterlo, è un appuntamento con la storia. L'autonomia è la vera riforma per fare ripartire il Paese, nel più assoluto rispetto del dettato della Costituzione. Una pagina di storia indispensabile che non è contro nessuno ma è una grande opportunità per tutti. È un invito alla responsabilità; se decidiamo di non scriverla saranno altri a farlo». «Invece che parlare di pagina storica - gli ha fatto eco il senatore Andrea Martella, segretario del Pd del Veneto - bisognerebbe avere il coraggio della verità: è un disegno di legge pieno di nodi irrisolti, è una riforma inapplicabile, non prevede lo stanziamento delle risorse per l'attuazione ed è funzionale alla maggioranza solo per piantare l'ennesima bandierina in vista delle Europee».

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