LA MANIFESTAZIONE

Brescia, i trattori sfilano di nuovo in città: «Ultima giornata di protesta prima di tornare sui campi»

di Giada Ferrari
Prosegue la mobilitazione bresciana di Riscatto Agricolo: una cinquantina di mezzi ha preso parte all'ultima sfilata, direzione Pirellino
Ultimo corteo dei trattori sotto la pioggia (Only Crew)
Ultimo corteo dei trattori sotto la pioggia (Only Crew)
Ultima sfilata dei trattori a Brescia città

Ha collaborato Giuseppe Spatola

22 febbraio: i trattori tornano a sfilare e a protestare

Aggiornamento ore 16

L’ex movimento «Riscatto Agricolo» ha concluso il suo presidio con un ultimo corteo che ha provocato il caos nel traffico cittadino. Alle 14, da via Maggia, è partito il serpentone composto da circa 50 trattori che hanno attraversato a suon di clacson le principali vie della città, passando per via Dalmazia, Piazzale Repubblica e infine tornando da via Corsica.

L'arrivederci degli agricoltori bresciani ha messo in tilt le strade, ma ha anche rappresentato un momento di saluto e di chiusura di questa prima parte di movimentazione. «Non un addio ma un arrivederci - commenta Davide Pedrotti, referente del nucleo bresciano -. Il bicchiere è mezzo pieno ad ottobre lo riempiamo».

Aggiornamento ore 11

Sarà l'ultima sfilata di questa lunga protesta che ha avuto il via lo scorso 30 gennaio: i trattori di Riscatto Agricolo sono tornati a marciare in città. Per l'ultima volta prima di tornare al lavoro della terra. Partendo dal presidio fisso in via Maggia (nel campo da rugby di San Polo dove stazionano da settimane e dove resteranno presumibilmente fino al 28 febbraio), gli agricoltori sono diretti verso il Pirellino di via Dalmazia. Poi proseguiranno verso piazza Repubblica e via Corsica, prima di tornare indietro. 

Ultima sfilata dei trattori a Brescia città

Riparte la protesta: quattordicesimo giorno

Aggiornamento ore 13.30

Oltre un centinaio di trattori si sono ritrovati dalle 9 al centro fiera di Montichiari per consegnare una lettera ai rappresentanti Coldiretti, stamattina in assemblea zonale. «Non hanno voluto riceverci, nella lettera chiedevamo un incontro pacificamente, niente di che - commenta Davide Pedrotti, referente del nucleo bresciano -. loro hanno detto che abbiamo fatto troppo chiasso».

Intervista a Davide Pedrotti, Riscatto Agricolo - video Only Crew

Un’occasione mancata e la delusione è palpabile tra gli agricoltori in protesta. «Secondo me hanno sbagliato tre volte - spiega Pedrotti -: prima ad andare a Bruxelles, poi a rifiutare il tavolo in prefettura, e questa è l’ennesima dimostrazione che vogliono fare i prepotenti».

Continua perciò la protesta, i trattori rientrano al presidio di via Maggia e si preparano al prossimo evento. «Invitiamo i cittadini giovedì in piazza vittoria - chiude Pedrotti -. Saremo lì con un gazebo informativo, aspetteremo i cittadini per spiegare loro perché siamo qua, ma offriremo anche i nostri prodotti».

Ore 10

Si apre il quattordicesimo giorno di protesta bresciana per il movimento «Riscatto Agricolo». Dopo un fine settimana di pioggia che non ha permesso spostamenti, e che è stato dedicato alla riorganizzazione e alla pianificazione delle azioni future, oggi i trattori sono pronti a riprendere la marcia per far sentire la propria voce. In mattinata saranno più di ottanta a ritrovarsi a Montichiari: l'obiettivo principale dell’azione promossa dagli agricoltori in protesta sarà la consegna di una lettera a Coldiretti, l'associazione di categoria che, secondo quanto affermano i manifestanti stessi, non li ha mai ascoltati, e che è protagonista al centro fiera di un incontro zonale.

La protesta dei trattori a Montichiari (Only Crew)

Il decimo giorno di manifestazione (8 febbraio)

Capire quanto gli studenti di agraria siano dalla loro parte e sposino la loro lotta e portare la protesta fino davanti all'istituto superiore deputato a formare gli agricoltori del domani: con questi obiettivi il movimento "Riscatto agricolo" ha portato la manifestazione fin davanti all'istituto tecnico agrario statale Giuseppe Pastori di viale Bornata

Una trentina i trattori in corteo davanti all'istituto bresciano, molti gli studenti che li hanno accolti, la maggior parte d'accordo con le proteste di questi giorni perché "ne va del proprio futuro". Un argomento spesso trattato dai giovani "ma non in classe o con i docenti". Il dirigente dell'istituto si è schierato dietro a un "no comment".

Previsti nei prossimi giorni altri cortei di Riscatto agricolo. Qualche agricoltore è arrivato a Sanremo ma, stando alle ultime informazioni, sarebbe intenzionato a tornare indietro perché "non gli permettono di parlare dal palco dell'Ariston".

Secondo una nota Rai: "le istanze degli agricoltori troveranno voce all’Ariston nonostante l‘estrema frammentazione delle sigle e delle associazioni. Nell’impossibilità di ospitare alcuni rappresentanti sul palco Amadeus leggerà un comunicato che porterà alla conoscenza del grande pubblico i problemi, le difficoltà, le richieste che provengono dal mondo agricolo".

Il nono giorno di manifestazione (7 febbraio)

Si è svolta questa mattina, convocata dal presidente Floriano Massardi (Lega) della Commissione ‘Agricoltura, montagna e foreste’ di Regione Lombardia l’audizione dei rappresentanti degli agricoltori e degli allevatori in protesta da giorni anche in Lombardia.

“Abbiamo accolto gli agricoltori che hanno manifestato l'interesse a collaborare con la Regione per trovare delle soluzioni concrete alle loro istanze. Regione Lombardia e la Lega sono, da sempre, pienamente disponibili a fare squadra con gli agricoltori e con le associazioni di categoria contro le scellerate politiche agricole europee. Questo per aiutare il comparto lombardo che è rappresentativo del 50% della produzione italiana. Noi siamo quello che mangiamo, è quindi un dovere della politica quello di consentire agli agricoltori e agli allevatori di fare il loro lavoro contro le eurostrategie green che vorrebbero darci cibo da laboratorio affossando tutto il settore agro-zootecnico”.

“La grande partecipazione di oggi dimostra il forte interesse della Regione, l’obiettivo da porsi è anche quello di fare squadra con le associazioni di categoria e con tutti i livelli istituzionali, cercando di rimediare alle follie imposte dal Green Deal europeo voluto dalle sinistre a Bruxelles” conclude Massardi.

L'ottavo giorno di manifestazione (6 febbraio)

La protesta di «Riscatto Agricolo» continua a tenere alta la tensione e nuovi sviluppi si affacciano all’orizzonte. E nel frattempo la mucca, simbolo della protesta, sale anche in metropolitana. E' stata portata in piazza Paolo VI dove alle 16 era  in programma un incontro in Prefettura. 

Il viaggio della mucca fino in piazza Paolo VI

Il prefetto, fanno sapere gli agricoltori,  ha ascoltato le loro richieste e soprattutto ha cercato di capire perché vogliono questo tavolo con le associazioni visto che, di fatto, sono tutti dalla stessa parte. Loro hanno spiegato che non c’è dialogo. Laganà si è riservata un paio di giorni per capire se questo tavolo si può fare anche se, riportano i manifestanti, ha fatto intendere che sarà difficile.

Numerosa la presenza di manifestanti, quest'oggi a piedi e fermi, lavorativamente parlando, a causa del bollino rosso del bollettino nitrati. 

La mucca degli agricoltori in metropolitana

L'attenzione si sposta anche sulla presenza di una delegazione di circa 15 trattori bresciani diretti al maxi raduno di Roma, che raggiungeranno in serata la capitale.

Per quanto riguarda la presenza degli agricoltori al Festival di Sanremo, al via stasera, pare esserci un primo problema nella trattativa tra Riscatto Agricolo e l'organizzazione del Festival. «Sono le regole che la Rai vorrebbe imporre ai manifestanti per consentire la loro partecipazione alla prima serata. La Rai ha acconsentito alla presenza di una delegazione, ma al momento senza diritto di parola» spiega all'Huffpost Davide Pedrotti, coordinatore dei trattori di Melegnano e Brescia, i designati dal comitato a partecipare.  «Se non ci fanno parlare, noi non ci andiamo. Mica vogliamo fare la passerella...», spiega Pedrotti al telefono.

L'invito a Sanremo pare sia per giovedì o venerdì, gli agricoltori sono in attesa di conferme. In caso affermativo, da Brescia ne  partirebbero 5, ma solo a condizione di poter parlare e non fare solo pura presenza. 

Il settimo giorno di manifestazione (5 febbraio)

Settimo giorno di presidio e la protesta di «Riscatto Agricolo» continua a guadagnare slancio: dopo il mancato incontro in Prefettura con le quattro associazioni di settore prende il via un nuovo corteo che ha visto la partecipazione di 215 trattori provenienti da tutta la provincia di Brescia. E si profila la presenza al Festival di Sanremo. «Abbiamo rinunciato all'incontro in prefettura quando è emerso che solo la Copagri avrebbe partecipato - spiega Davide Pedrotti referente nucleo bresciano -. Non vogliamo parlare con l’unica che sappiamo già che ci sostiene, vorremmo parlare con tutte le associazioni di settore e non far riportare loro le nostre istanze, ma dirgliele, parlare loro direttamente. Mercoledì siamo sicuramente a Milano in commissione agricoltura ed è già un passo importante». 

La partenza del lungo serpentone è avvenuta alle 14:30, con il corteo che ha percorso le vie principali, da via Borgosatollo a via della Volta e via Lamarmora, fino alla sede della Regione Lombardia. Il percorso, animato da continui colpi di clacson, recava imponenti striscioni tra cui spiccava anche un necrologio: «Circondata da migliaia di parassiti, dopo una lunga agonia, è venuta a mancare la nostra cara Agricoltura. Ne danno il triste annuncio: imprenditori con i loro dipendenti tutti, consumatori e ambiente. Le esequie avranno luogo per i prossimi anni. Non fiori ma voglia di cambiare». 

Il presidio si protrarrà almeno fino a mercoledì, il giorno dell’incontro a Milano e nel frattempo si valuteranno ulteriori cortei. 

La protesta dei trattori - OnlyCrew

 

I trattori arrivati davanti al Pirellino, sede bresciana di Regione Lombardia
I trattori arrivati davanti al Pirellino, sede bresciana di Regione Lombardia

Il sesto giorno di manifestazione (4 febbraio)

Continua il presidio in via Maggia, nel quartiere di San Polo, degli agricoltori bresciani. Da ieri nessun corteo tra le vie della città a bordo dei propri trattori, molti dei quali "tornati all'ordine" nei campi. Una protesta che in questi due giorni si è trasformata in un momento di festa e di convivialità, a base di "pane e salamina", aperta a tutta la cittadinanza. 

Domani, lunedì 5 febbraio,  sarà una giornata "spartiacque": una delegazione sarà accolta in prefettura per discutere delle richieste da muovere al Governo. 

La quinta giornata di manifestazione (3 febbraio)

Il presidio del movimento «Riscatto agricolo» va avanti per il quinto giorno consecutivo di protesta e primo giorno senza cortei. Ma, la solidarietà bresciana comincia a farsi sentire. La maggior parte dei trattori è stato "rispedito indietro", perché al di là delle proteste "il lavoro nei campi deve andare avanti". "Siamo rimasti in pochi trattori, abbiamo del lavoro arretrato però torneranno", ha commentato Davide Pedrotti referente del nucleo bresciano del movimento, emozionato dalla "grandissima solidarietà ricevuta dalla cittadinanza in queste ore". «E' arrivato anche un gruppo di ragazzini disabili e non volevano più andarsene, i trattori dopotutto hanno il loro fascino».

In visita al presidio anche il vicepresidente della commissione Agricoltura, montagna e foreste in Lombardia, Carlo Bravo che ha deciso di indire una seduta speciale in Regione il prossimo mercoledì, «ma - ha sottolineato - mi piacerebbe vedere anche alle associazioni di categoria». Le associazioni restano infatti un punto dolente: «Mi chiedo come mai le associazioni vengono a mancare in questo momento. Vedo bandiere tricolore, però dovrebbe esserci anche quelle della propria associazione - dice Bravo -. Sto parlando con i ragazzi per comprendere i loro problemi fino in fondo, sono questioni da discutere e mi auguro di trovare soluzioni al più presto»

Lunedì 5 febbraio alle 10.30 ci sarà un primo incontro con il prefetto di Brescia.

La quarta giornata di manifestazione (2 febbraio)

L'obiettivo è puntare a Roma, nel frattempo però si resta a guardare. Ma sebbene abbiano temporaneamente interrotto i cortei, gli agricoltori bresciani non fermano la protesta, anzi stanno allargando gli orizzonti delle loro mobilitazioni. Dopo giorni di cortei e lunghe attese, nasce una nuova iniziativa che va oltre la mera espressione di dissenso: nel parcheggio dello stadio Invernici dove è stato allestito il presidio verranno offerte degustazioni gratuite di prodotti locali alla comunità. Un momento di convivialità e di confronto che permetterà ai manifestanti di portare le proprie istanze alla cittadinanza.

«Lo facciamo anzitutto per scusarci dei disagi che abbiamo creato in questi giorni, ma anche per spiegare perché siamo qui - commenta Davide Pedrotti referente del nucleo bresciano del movimenti «Riscatto Agricolo» -. Durante i cortei, in molti mi hanno chiesto cosa stavamo facendo e ho spiegato loro perché protestiamo. Un buon 50% non lo sapeva».

La zona di sosta di via Maggia è stata trasformata in un luogo di festa grazie alla disponibilità di Orgoglio Bresciano che ha offerto il suo supporto per creare una sorta di sagra, un punto di ritrovo. Ma gli agricoltori rimangono vigili. La «tregua armata» nei confronti della politica è in attesa di risposte. «Abbiamo inoltrato una richiesta, tramite la prefettura, per avere un incontro al tavolo con tutte e quattro le associazioni sindacali - prosegue Pedrotti -. Vogliamo capire bene perché non ci abbiano mai sostenuto, a parte Copagri che è stata l’unica a rilasciare un comunicato in nostro favore».

La terza giornata di manifestazione

Ore 16.30 Un centinaio di trattori si è rimesso in strada da via Maggia per arrivar e fin davanti la sede di Coldiretti. Gli agricoltori bresciani hanno deciso di prorogar la protesta che andrà avanti ad oltranza "fino a quando non ci sarà una svolta chiara europea sulla Pac". Dopo Coldiretti il corteo si è di nuovo messo in strada per arrivare, proprio come ieri, davanti al casello autostradale di Brescia Centro.

I trattori arrivano davanti Coldiretti

Ore 14.30 Terzo giorno di presidio in via Maggia per gli agricoltori di Riscatto Agricolo. Dopo una serie di trattative con le forze dell'ordine, è prevista la partenza di alcuni mezzi, una ventina, per un breve corteo in direzione casello autostradale. I trattori saranno seguiti da manifestanti a piedi. Il percorso si annuncia breve, dunque i disagi alla circolazione dovrebbero essere contenuti.

Protesta trattori / Giorno 3

La seconda giornata di manifestazione

Ieri, 31 gennaio, è stato un pomeriggio di manifestazione in città per gli agricoltori e il corteo dei loro trattori ha inevitabilmente avuto ripercussioni sulla viabilità,  mandando in tilt il traffico nella zona Sud di Brescia, ostruendo il passaggio dei veicoli in uscita e in entrata al casello di Brescia Centro. 

Come da programma i trattori, una cinquantina, si sono mossi da via Maggia, rallentando il passaggio delle macchine al casello di Brescia Centro, in via Volta, e nella zona di Brescia Due.  I trattori, creando una lunga colonna, hanno di fatto impedito  il passaggio dei mezzi in uscita e in entrata dal casello autostradale 

La protesta dei trattori paralizza il traffico nella zona Sud della città (Only Crew)

Mercoledì 31 gennaio è stato anche il secondo giorno di presidio per gli agricoltori di «Riscatto Agricolo» al parcheggio del campo da rugby di via Maggia, a San Polo. 

La protesta dei trattori

La protesta al via martedì 30 gennaio

La mobilitazione degli agricoltori ha preso il via il 30 gennaio ed è proseguita per tutta la giornata e nel tardo pomeriggio i 150 trattori si sono spostati dal piazzale dell’Ortomercato al parcheggio di San Polo. «Qui allestiremo il presidio e rimarremo ad oltranza, anche di notte - ha spiegato Davide Pedrotti, referente del nucleo bresciano -. Per ora abbiamo il permesso di sostare fino a giovedì, ma se c’è bisogno andremo a chiederne di nuovo».

Le rivendicazioni

Le richieste del movimento che si sta mobilitando con diversi presidi a livello nazionale sono molteplici. Un punto cruciale è la rivendicazione del giusto valore per i prodotti agricoli, denunciando la persistente disparità tra ricavi e costi di produzione che perdura da decenni.

Gli agricoltori chiedono inoltre l’abrogazione di norme nazionali ed europee che «obbligano e ingiustamente comparano l'agricoltura ad altri settori non produttori di cibo o derrate alimentari», sottolineando che gli agricoltori sono custodi della natura e non soggetti inquinanti.

Una richiesta che include anche la revisione completa della PAC, l'istituzione di un tavolo tecnico di agricoltori «veri» e la garanzia di un regime fiscale favorevole con detassazione di Irpef e Imu. Inoltre, la protesta mira a ottenere un impegno da parte del governo per sostenere la produzione agricola come unica fonte di cibo e vita, con la richiesta esplicita di abolire la speculazione chimica e l’obbligo di non coltivare il 4% dei terreni, proponendo la riduzione delle tasse e dell'Iva sui prodotti agricoli e i beni primari trasformati.

La preoccupazione si muove anche oltre i confini nazionali con la richiesta di vietare l’importazione da paesi che non hanno in vigore gli stessi regolamenti produttivi e sanitari italiani, e regolamenti stringenti che contrastino l’ingresso di cibi sintetici sul mercato. Gli agricoltori chiedono il ritorno dei valori e delle tradizioni nelle scuole, affinché possano essere vissuti come motore del saper fare e promotori di valori fondamentali, riqualificando la figura dell’agricoltore e dell’allevatore: «Mai più norme che possano compromettere il futuro dell'agricoltura italiana», la richiesta.  

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