Viaggio nella città/23

Chiesanuova-Noce-Girelli: tre rioni in uno, in attesa di servizi e collegamenti

di Giulio Rezzola
Nelle scuole del quartiere l’80% degli alunni non è italiano. Mancano gli spazi di aggregazione per i più giovani

Racchiusa grossomodo tra la tangenziale ovest e quella sud, via Dalmazia e lo scalo merci ferroviario con le propaggini a sud tra il Mella, Fornaci e Villaggio Sereno, «questa parte di città è un po’ troppo “isolata” ed è altrettanto “timida” sotto l’aspetto dell’integrazione tra abitanti».

Fotografa così la realtà di Chiesanuova-Noce-Girelli la presidente del Consiglio di quartiere, Claudia Cauzzi, sottolineando l’importanza del lavoro svolto per far riconoscere dall’Amministrazione comunale i tre nomi nella sua dizione completa.

Tante comunità in una sola

Tre rioni vissuti da numerose famiglie straniere e dove quasi l’80% degli alunni delle scuole del quartiere non è italiano. «Non si è cercato tanto di trovare progetti di integrazione tra le diverse e variegate comunità che fanno fatica a parlarsi – dice Cauzzi –, ma l’idea base è stata quella di creare iniziative che consentissero un’interazione tra i residenti».

Partono da qui le adesioni a proposte come «L’albero della pace», mirando sulla visione dei bambini degli aspetti quotidiani del territorio e della loro comunità più che sulla celebrazione di una ricorrenza o la libera espressione di una fantasia.

Un quartiere verso la sostenibilità

Nel corso della consiliatura, il quartiere ha lavorato molto su una urbanistica sostenibile, puntando principalmente sull’estensione delle «Zona-30» e in prossimità delle scuole con passaggi pedonali rialzati. Il progetto «Strade chiuse» non pare invece così funzionale.

«Un buon risultato lo abbiamo ottenuto risolvendo il problema dei parcheggi selvaggi nella zona di via Corsica durante il venerdì di preghiera della comunità islamica. Un lavoro impostato sul dialogo», sottolinea Cauzzi. In tema di trasporti, si attende il passaggio del tram «sarà un fatto positivo».

Bonifiche e aggregazione

Sul fronte delle bonifiche dei parchi dal Pcb, soltanto un paio non hanno ancora concluso gli interventi. Tra le carenze del quartiere, Cauzzi ricorda che non c’è biblioteca. «Solo quelle nelle scuole Deledda, Calvino e Mantegna sono attive, vorrei venissero aperte al pubblico», auspica. «Mancano poliambulatori e si deve andare a Lamarmora - sottolinea la presidente del Cdq -. Per i Servizi sociali si fa riferimento al Villaggio Sereno».

Alla buona attività del Centro anziani (un centinaio i soci), fa da contraltare una proposta deficitaria per i giovani che non hanno un luogo comune di aggregazione (l’oratorio da solo non è esaustivo e i giovani stranieri si appoggiano al Centro islamico). Il sogno? «Aprire un circolo di lettura, ma non si riesce a concretizzare perché manca un posto dove trovarsi», conclude la presidente.

I nomi e le loro origini

La campagna ha segnato la storia di questo quartiere, con grandi cascine, dimore nobiliari e canali irrigui le cui tracce sono ben evidenti anche adesso. Con tutta probabilità il nome Chiesanuova deriva dalla costruzione della «Nuova» chiesa all’inizio del XVII secolo su disposizione del cardinale Borromeo.

«Girelli» riprende il nome della famiglia che fino al XVI secolo fu proprietaria di molte di queste terre, mantenendolo anche dopo la seconda metà del 1600 quando non avevano più titolo. «La Noce», nome assunto forse per l'esistenza in loco di una grande pianta di noce, sostituì il precedente appellativo di Fontanelle, dovuto sicuramente all'abbondanza di acqua in zona ma già prima (secondo l’enciclopedia bresciana di monsignor Antonio Fappani) la frazione veniva detta anche «dei livelli», stando a quanto riportava Agostino Gallo nel 1564 nelle sue «Venti giornate di agricoltura».

Bonifiche al traguardo Sono poche le aree verdi  alle prese con gli interventi di risanamento
Bonifiche al traguardo Sono poche le aree verdi alle prese con gli interventi di risanamento

I tesori artistici

Ma l’altra storia, quella dell’arte, ha lasciato in questo territorio testimonianze di rilievo che il Cdq vuole valorizzare portandole il più possibile a conoscenza dei cittadini. Tra i tesori nascosti citati dalla presidente Cauzzi c’è la vecchia chiesa di Santa Maria dell’Assunta. Lo è essa stessa, perché eretta agli inizi del 1600 ad un’unica navata, con il presbiterio dominato da una cupoletta e completata un secolo dopo con un altare maggiore rivestito in marmi verdi e rossastri. Al suo interno, dal 1810 circa trovò posto una «Natività di Gesù» di Vincenzo Foppa, dipinto a tempera e oro su tavola databile attorno al 1492 che oggi, per ragioni di sicurezza, è custodita nella nuova chiesa.

Conserva invece ancora una pala d’altare («La Madonna del Rosario») che pare sia stata eseguita su indicazione del Tiepolo; le stazioni della via Crucis provenienti dal santuario delle Grazie e attribuite alla scuola di Angelo Inganni; la raffigurazione dell’Assunta del pittore modenese Giacomo Zoboli (XVIII secolo).

Il Cdq dei ragazzi

Gli aspetti culturali e di partecipazione alla vita del rione sono molto sentiti dalla presidente che si sente «molto orgogliosa» anche dell’istituzione di un Consiglio di quartiere dei ragazzi, con il quale sono stati messi allo studio alcuni progetti di compartecipazione. «Credo nel lavoro di squadra – dice – e nei principi di solidarietà dell’intero territorio. Lavorare insieme, con obiettivi comuni, non può che giovare a riconoscere la nostra realtà come un’unica appartenenza».

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