La polemica

«Il libro su Matteotti non è neutrale»: sindaco padovano blocca la presentazione del lavoro di Franzinelli

di Flavio Marcolini
Il primo cittadino di Maserà (Padova) stoppa lo storico camuno, fra i massimi specialisti a livello internazionale del periodo fascista, che si dice «allibito per queste affermazioni disarmanti»

A Maserà, un piccolo Comune della provincia di Padova, lo storico camuno Mimmo Franzinelli, fra i massimi specialisti a livello internazionale del periodo fascista, si è visto negare dall’Amministrazione comunale l’autorizzazione a presentare martedì 21 maggio il suo ultimo libro intitolato «Matteotti e Mussolini vite parallele. Dal socialismo al delitto politico», pubblicato da Mondadori nell’imminenza del centenario dell’assassinio dell’insigne statista polesano.

Il sindaco Gabriele Volponi (Fratelli d’Italia) ha negato la concessione dello spazio pubblico, richiamando i regolamenti di Agcom e Corecom per impedirne la presentazione.

Le motivazioni del sindaco 

Nel periodo della campagna elettorale - spiega - «è vietato lo svolgimento di attività che possano fornire contenuti informativi non neutrali». Non è la prima volta che su queste tematiche Volponi fa parlare di sé. Lo scorso 8 aprile lo stesso primo cittadino era salito alla ribalta delle cronache nazionali per essersi espressamente rifiutato in Consiglio comunale di revocare la cittadinanza a Benito Mussolini, negando la possibilità di conferirla post mortem proprio a Giacomo Matteotti.

Franzinelli: "Sono allibito"

Franzinelli, non solo qui da noi, è una autorità indiscussa in materia. 70 anni appena compiuti, l’insigne studioso di Cedegolo è da tempo un componente di rilievo della Fondazione Micheletti ed ha al suo attivo decine di pubblicazioni: «Sono allibito - dice - Mai avrei immaginato che un rappresentante delle istituzioni si esprimesse con valutazioni così disarmanti, ignoranti e irrispettose della verità storiografica. Le 7 mila cittadinanze onorarie concesse a Mussolini dai Comuni italiani nel 1924 furono una grande operazione propagandistica orchestrata dal governo per il culto della personalità che aveva verso il duce, imposta attraverso i prefetti e le organizzazioni periferiche del Partito nazionale fascista, non già - come il sindaco pensa - una espressione della libera volontà dei Consigli comunali portavoce delle loro popolazioni».

«Questo sindaco - osserva - si arroga il diritto, senza manco avere sfogliato questo mio libro, di negarne l’agibilità nel suo Comune. Io di una cosa sono sicuro, che martedì 21 maggio alle 18 sarò con lo storico Emilio Franzina sulla piazza di Maserà a presentarlo, come dovere di testimonianza civile e di impegno culturale».

Le reazioni 

Il giorno prima, lunedì 20 maggio, quello stesso volume sarà al centro, sempre alle 18, di una serata approfondimento a Brescia, nella Sala del Camino di via San Martino della Battaglia 18. Con l’autore ne discuteranno gli storici Gianfranco Porta e Claudia Baldoli.

Frattanto non si contano le reazioni indignate degli intellettuali di tutta la penisola. Una per tutte: da attento conoscitore della sua terra, Gian Antonio Stella ritiene «surreale che oggi in Italia qualcuno pensi che parlare di Matteotti sia un elemento di divisione. L’ignoranza di questo sindaco non è una scusante; probabilmente non sa che i suoi antenati avevano votato il conferimento della cittadinanza onoraria a Mussolini non perché lo amavano, ma perché una legge lo imponeva».

Stella invita a «non confondere questo piccolo sindaco con i veneti, quelli che la pensano come lui sono una minoranza della minoranza. I veneti nella loro larga maggioranza sono orgogliosi di essere conterranei di Giacomo Matteotti».

Suggerimenti