Viaggio nella città/22

In equilibrio tra movida, verde e traffico: Porta Venezia va oltre le criticità

di Giulio Rezzola
Da sempre considerata zona residenziale per eccellenza, fa i conti col cronico e quotidiano assedio delle auto

Da sempre considerata la zona residenziale per eccellenza, Porta Venezia rappresenta anche la più antica via di collegamento per i commerci provenienti da oriente. «Il nostro è un territorio variegato – dice il presidente del Consiglio di quartiere, Fausto Cavalli –; come superficie è quello con maggiori dimensioni ed è abitato da circa 10.500 persone, con una forte presenza straniera. Si potrebbe dire che per stili di vita e di servizi si caratterizza in tre distinti sotto-quartieri: viale Venezia, viale Piave e i Ronchi. Ultimamente potremmo aggiungerne un quarto, quello di via Sanson».

Il traffico

L’elemento critico è rappresentato dal traffico. Viale Venezia, via Boifava, via Mantova in particolare nelle prime ore dalla mattina e nel tardo pomeriggio sono congestionate, per non parlare della gestione irrisolvibile di via Turati (il lato in direzione nord è parte dei confini del quartiere): «Un problema di difficile soluzione, che rientra in un contesto più generale legato agli assi viabilistici della città - dice il presidente -. Così come complicato è cercare di rispondere alle tante lamentele dei residenti riguardo ai parcheggi, soprattutto su viale Venezia e nelle strade limitrofe».

Questo già nella regolarità dei giorni lavorativi, a causa del gran numero di persone che qui lasciano la macchina per andare in ufficio o in negozio in centro città e ne tornano la sera. Durante il fine settimana l’impossibile (per gli abitanti) è la normalità, per via della movida in piazzale Arnaldo.

Tra vivibilità e disagi

Nell’insieme, comunque, il quartiere mantiene un grande equilibrio tra vivibilità e disagi. Nella prima rientrano senz’altro gli aspetti ambientali, su tutti i vantaggi offerti dai Ronchi e dalle pendici della Maddalena, «anche se – sottolinea Cavalli – servirebbe una maggiore manutenzione dei sentieri. Non come pulizia dovuta a rifiuti lasciati lungo i percorsi, ma come cura dei suoli, di riparazione di alcuni tratti per ragioni di sicurezza, di potatura di piante e arbusti».

Ma, su richiesta del Consiglio di quartiere, c’è stato anche un importante intervento di regimentazione delle acque meteoriche in zona San Francesco che è stato completato lo scorso anno. Per quanto riguarda i servizi, per esempio, «a Porta Venezia - secondo il presidente - il Punto di comunità ha sempre funzionato poco. Serve un ulteriore impulso alla sua attività perché la funzione del Consiglio di quartiere, al quale molti si rivolgono, è diversa». Al parco Ducos (che condivide più o meno a metà con il quartiere di San Polo Cimabue) servirebbero più giochi e attrezzature per i bambini. Le piste ciclabili, a parte l’uso «da autodromo» di rider e monopattinisti, sono funzionali.

«Viale Piave a colori»: allo studio un piano per una riqualificazione strutturale

La parte del quartiere più ricca di attività è senza dubbio viale Piave, lungo la quale il presidente Cavalli ha contato 97 esercizi commerciali: «È una presenza inaspettata ma che non stupisce vista la vivacità di una zona che comprende due scuole, ambulatori Asst, una storica piscina, parte del parco Ducos, un ufficio postale, istituti bancari».

È comunque una strada che necessita di alcuni interventi di riqualificazione e la scintilla potrebbe essere un bando vinto di recente dal Consiglio di quartiere legato al progetto comunale «Un filo naturale» che tramite l’Urban Center (ufficio che si definisce un laboratorio di cultura urbana dedicato ai cittadini, alla città e alle sue trasformazioni) si propone di «colorare» la via («Viale Piave a colori» è il titolo del piano) per renderla più accogliente.

La sicurezza stradale

Poi c’è il tema della sicurezza stradale: «Avere lasciato i parcheggi a ridosso dei marciapiedi e creato le piste ciclabili verso la mezzeria della strada all’inizio aveva provocato molte perplessità – ricorda Cavalli –. Con il tempo si è dimostrata una scelta giusta perché ha notevolmente ridotto la velocità delle macchine. Senza dimenticare, comunque, che viale Piave è zona-30 e pochi se lo rammentano».

In animo c’è pure la riqualificazione delle aree antistanti la piscina e una nota gelateria. La piastra sportiva necessita di un profondo lavoro di ripristino della pavimentazione, delle gradinate e delle attrezzature di gioco: «Poi si penserà anche a colorarla», aggiunge il presidente. Con i dovuti interventi, l’ampia zona ora adibita a parcheggio in futuro potrebbe invece diventare una vera e propria piazzetta, ideale per renderla un luogo di aggregazione; e in futuro il Consiglio di quartiere, secondo Cavalli, dovrà essere un interlocutore privilegiato sulle decisioni e sui lavori che interesseranno la zona.

Il progetto tram

Il pensiero corre alla progettazione della seconda linea del tram, che dovrebbe collegare il Violino a Sant’Eufemia, e ai notevoli disagi che andranno a crearsi con l’abbattimento del cavalcavia Kolbe per fare spazio ai binari dell’Alta velocità. Sia nel primo che nel secondo caso si dovrà garantire la viabilità dell’intera arteria e tutelare le esigenze di cittadini e commercianti. Operazione non facile, soprattutto quando si presenterà il momento di stabilire come e dove consentire il superamento della linea ferroviaria lungo quell’asse sud-nord che già adesso in alcune della giornata è fonte di enormi rallentamenti.

 

 

 

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