I DATI

Infortuni sul lavoro, in provincia media da paura: sono 65 al giorno

di Michela Bono
Il report Saef sulle cifre Inail: ancora una volta Brescia deve fare i conti con gravi carenze. Nel 2023 ci sono meno denunce ma più malattie professionali

A Brescia, ogni giorno, in media si verificano 65 infortuni sul lavoro. In Lombardia 520. I numeri vengono da Enrico Prata, amministratore delegato di Saef, azienda di servizi che ieri ha organizzato l’incontro «La responsabilità del datore di lavoro, oggi e domani, in materia di salute e sicurezza» al centro Paolo VI. Un appuntamento proposto per stimolare la riflessione sulla scorta della Giornata Internazionale della salute e sicurezza del 28 aprile, necessario viste le gravi problematiche che ancora funestano il settore occupazionale.

I numeri nel Bresciano

L’impegno normativo e di sensibilizzazione profuso in questi anni sta dando i suoi frutti, anche se la strada per giungere a una situazione ottimale è ancora lunga: secondo l’Inail, a Brescia le denunce di infortunio nel primo trimestre dell'anno sono state 3.927, in netto calo rispetto alle 5.793 dello stesso periodo 2022. Invariato il tasso di mortalità: 7 sono le persone decedute in entrambi i periodi di analisi, a cui se ne sono aggiunti altri 3 ad aprile, arrivando così a toccare la decina. Nel 2022 Brescia, con 34 decessi, risulta la seconda provincia a maggior tasso di incidenti mortali dopo Milano (56), seguita da Bergamo (17), Mantova (16) e Varese (13). Il secondo posto di questa sciagurata classifica si conferma anche per il numero di denunce di infortunio: la nostra provincia segue Milano (46.935) con 20.244 nel 2022. E se al 31 marzo le denunce di infortunio erano in diminuzione, sono invece cresciute quelle per malattie professionali, 203 contro le 139 del primo trimestre 2022, aumento confermato dai dati annuali: 583 nel 2022 contro le 568 del 2021. La fotografia bresciana della prima parte del 2023 corrisponde a quella regionale, dove, seppure con quote ovviamente diverse, le tendenze sui tre aspetti sono simili: calo di infortuni, incidenti mortali invariati e crescita nelle denunce di malattie professionali. Leggermente diversa è invece la situazione nazionale per quanto riguarda i decessi, in leggera crescita. Se da un lato la fotografia del primo trimestre fa ben sperare, guardando ai dodici mesi da gennaio a dicembre cambia la prospettiva: a Brescia si è passati dalle 14.132 denunce di infortunio del 2021 alle 20.244 del 2022, con un evidente aumento.

Bettoni: "Il tema è trasversale e riguarda tutti"

La speranza, quindi, è che la decrescita registrata a marzo continui nei prossimi mesi. «Bisogna lavorare sull’intera filiera della sicurezza – ha sottolineato il presidente Inail Franco Bettoni - perché il tema è trasversale e riguarda tutti. È indispensabile insistere e unire le forze di datori di lavoro, imprenditori, parti sociali, lavoratrici e lavoratori, fino al mondo della scuola per un’azione culturale preventiva». Servono dunque ambienti salubri e sicuri per combattere quella che Davide Bonetti del centro studi Safinance ha definito «una vera e propria piaga», che l’Inail cerca di combattere anche con improntati stanziamenti economici.

"Investire nella sicurezza sul lavoro"

Rischio chimico, biologico, incendio, rischio di caduta e tanti altri, anche apparentemente meno significativi, come i rischi legati al rumore o alle vibrazioni meccaniche, che però sono responsabili di una grossa fetta di malattie professionali. La filosofia, spiegano dal palco del Paolo VI, è incentivare le aziende a investire per migliorare la tutela dei lavoratori. «La diligenza è un tema delicato perché la normativa introduce regole di carattere tecnico, ma non può coprire ogni possibile rischio, diverso in ogni singola azienda, alcuni dei quali imprevedibili nonostante la correttezza delle procedure – spiega il giudice del lavoro Isabella Angeli -. Spesso l’inesperienza risulta fatale, e ciò fa capire quanto la formazione sia essenziale. Lo stesso vale per l’aderenza alle procedure, che ancora troppo spesso non vengono seguite a dovere».

 

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