Il bilancio

Iscrizioni alle superiori: il boom dei geometri traina gli istituti tecnici

di Magda Biglia
A Brescia le scelte per i licei si confermano in inferiorità. E non c'è più la corsa alle scuole della città: la provincia è diventata attrattiva
In provincia di Brescia i ragazzi prediligono gli istituti tecnici ai licei
In provincia di Brescia i ragazzi prediligono gli istituti tecnici ai licei
In provincia di Brescia i ragazzi prediligono gli istituti tecnici ai licei
In provincia di Brescia i ragazzi prediligono gli istituti tecnici ai licei

 Corre sempre sul filo di lana la gara fra licei e tecnici nel Bresciano. Non basta la licealizzazione dell’istruzione salita, ma parecchio meno che nel resto del Paese, in cui il sorpasso è avvenuto da anni grazie anche a quelli che sono chiamati licei altri, diversi dai tradizionali classico, scientifico, linguistico. Ieri, ultimo giorno per le iscrizioni all’anno scolastico 2024-25, erano in vantaggio gli istituti tecnici: in ogni modo, come da molto, se sommati ai professionali (che, nel nostro territorio dalla vocazione manifatturiera spinta, hanno alte percentuali), il divario resta a loro favore. E fra i tecnici quest’anno il boom lo segna il Cat, Costruzioni Ambiente Territorio, l’ex tecnico per geometri, dovuto al grande lavoro di promozione e orientamento anche delle istituzioni, Ance, Collegio.

Mancata licealizzazione

Il fenomeno della mancata licealizzazione lo rileva anche Laura Bonomini, la preside de Tartaglia che di matricole ne conta 100 - mentre si sta ridimensionando l’exploit di due anni fa del liceo artistico Olivelli, come avviene in tutti gli artistici.

Lo annota pure la dirigente dell’IIs Einaudi di Chiari Vittorina Ferrari: «Già l’anno scorso si erano evidenziate avvisaglie, stavolta la crescita è evidente, viste le 425 matricole degli indirizzi tecnici e professionali, tutti in crescita». Nei dati ancora ufficiosi di ieri, con la piattaforma aperta fino alle 20, la situazione nell’insieme pare cambiata poco rispetto all’anno scorso, senza gravi vuoti da denatalità, e si evidenzia che non c’è più la corsa ad iscriversi agli istituti cittadini.

Sono anni che la Provincia lavora al decentramento con la creazione di poli periferici arricchiti di indirizzi che hanno raggiunto alti livelli e creato legami col contesto; se si aggiunge il tema dei trasporti, che durante la pandemia ha particolarmente spaventato, probabilmente famiglie e ragazzi che vivono fuori dal capoluogo hanno preso in seria considerazione l’idea di restare nelle vicinanze. Senza trascurare il fatto che uno degli elementi centripeti verso la città era lo stesso sistema dei trasporti pubblici, obbiettivamente capologuocentrico, e invece ora molto più articolato e basato sugli ambiti. Ne è una dimostrazione evidente il calo della domanda verso il liceo Leonardo, dove in crescita è solo l’artistico da qualche anno di moda. «Quest’anno, finalmente, non respingeremo nessuno - afferma il preside dell’istituto di via Balestrieri, Massimo Cosentino -, abbiamo più o meno 430 matricole come l’anno scorso. Basti pensare, però, che due anni fa ne avevamo 600. Avevamo 7 classi itineranti senza aula, poi tre sono state ricavate, ora accorperemo due terze, mancheranno ancora tre aule».

I trasporti contano

Un altro motivo, tutto da verificare, della perdita di appeal della città potrebbe essere anche un aumento del passaggio alle paritarie, «dovuto alla maggiore fragilità dei ragazzi», secondo Cosentino. Oppure il passaparola, sempre efficace: «Fra i nostri criteri di graduatoria conta la provenienza e questo ormai può avere scoraggiato i ragazzi della provincia». Anche la dirigente Ersilia Conte del Primo Levi di Sarezzo, conferma: «Nonostante il calo degli alunni delle terze medie, abbiamo mantenuto il target di oltre 200 matricole. Le famiglie hanno capito la qualità della scuola, per altro inserita in un tessuto economico che presta molta attenzione e offre occasioni di lavoro; tutti gli indirizzi sono migliorati». La stessa considerazione sul «valore provinciale» giunge da Manerbio, dove, con Verolanuova, il panorama scolastico è pressochè al completo, con 1500 studenti in totale. Lì i licei aumentano, «sempre ai primi posti nelle classifiche», dice la preside Paola Bonazzoli.

C’è da dire che nei licei tradizionali c’è una qualche ripresa dopo i cali dell’anno scorso. C’è ripresa forte allo scientifico Calini, più 20 per cento e 250 nuovi alunni; c’è lieve ripresa, dopo la sofferenza, al liceo classico Arnaldo, 140 nuovi alunni. Stabile è lo scientifico Copernico, 308: «Come licei stiamo reggendo», commenta Luciano Toninandel che dirige l’istituto di via Duca degli Abruzzi. Di stabilità parla pure la dirigente Simonetta Tebaldini dell’Iis Castelli: «Siamo a 399 come prima. Non si manda via più nessuno ormai. Anche di quelli che arrivano ad anno cominciato da altre scuole. Certo per il numero delle classi occorrerà vedere il numero dei bocciati e quello dei disabili da inserire». Ricorre ancora la parola stabile, o lieve discesa, nelle parole di Augusto Belluzzo dalla dirigenza del Pastori, 172 domande, «che poi diventeranno 200 banchi di prima con le bocciature e i ritardatari che si ritirano altrove».

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