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L'Università Statale di Brescia aumenta l'indennità per il rettore, Castelli: «Ma io rinuncio»

di Magda Biglia
L'aumento dei compensi dei vertici è prevista dalla cosiddetta legge Gelmini. Per UniBs si tratta di un salto da 53mila e 73mila euro
Il rettore di UniBs Francesco Castelli
Il rettore di UniBs Francesco Castelli
Il rettore di UniBs Francesco Castelli
Il rettore di UniBs Francesco Castelli

Anche l'Università degli Studi di Brescia, come già quasi tutte in Italia, ha deciso di aumentare i compensi dei vertici, rettore, pro rettore e vice rettori, consiglieri di amministrazione, dirigenti dei quattro dipartimenti. Lo consente la Legge 240/2010 (art. 6, comma 14), la cosiddetta legge Gelmini, lo prevede il Dpcm del 23 agosto del 2022 con validità dall'ottobre dello stesso anno. È già accaduto a Venezia, Bologna, Perugia, Pisa, Insubria, un po' dappertutto, con qualche mal di pancia qua e là dei dipendenti, con polemiche e manifestazioni degli studenti a Palermo. A Brescia, il rettore ha attualmente un'indennità di 53 mila euro: secondo la delibera ministeriale poteva essere più che raddoppiata.

Di quanto aumenta l'indennità

L'entità dell'indennità del rettore, che è calcolata su una serie di parametri riguardanti l'ateneo, le sue dimensioni e si lega, nella spiegazione, alle maggiori responsabilità, è fissata ora da un minimo di 110 mila euro a un massimo di 135 mila. Invece la proposta è stata di un salto di 20 mila euro, fino a 73.000, ben inferiore al minimo di legge. La decisione spetta al Cda su indicazione del Senato accademico, ed è partita l'istruttoria, subordinata alla verifica e all'approvazione dei ministeri dell'Università e della Ricerca, dell'Economia e delle Finanze.

Il rettore Castelli: «Per me non acconsento»

Il rettore, però, ribalta ancora di più la situazione: «È un atto dovuto che io ho accettato come rettore, come figura, per i miei successori, al di sotto comunque del minimo, ma che, come Francesco Castelli, mi riservo di non accettare durante il mio mandato come atto di valore simbolico» riferisce da piazza del Mercato.

Al vertice Francesco Castelli è rettore da un anno, nominato per il periodo 2022-2028. Riveste il ruolo di professore ordinario di malattie infettive; era direttore del dipartimento di Medicina, carica da cui si è dimesso, mentre ha mantenuto quella di primario dell'Unità operativa complessa di riferimento. Fra i criteri per l'aumento contano le immatricolazioni, che sono ancora in leggera crescita, in controtendenza nazionale: le matricole passano da 4.739 a 4.762, dato a metà novembre; il totale degli iscritti sale a 14.810. «Un risultato che evidenzia l'attrattività dell'offerta formativa e il legame col territorio» dice il rettore.

Gli aumenti hanno creato un po' di malcontento in Italia fra il personale tecnico amministrativo che anche con Unibs ha aperto diversi tavoli. Oggi si terrà un'assemblea dei sindacati che riferiranno della stagnazione delle vertenze, «anche se ancora non siamo stati messi a conoscenza degli aumenti per i vertici» dichiara Assunta Beatrice della Cisl.

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