in provincia

Maltempo nel Bresciano, ora il peggio sembra essere passato

di Lino Febbrari e Mila Rovatti
I veicoli hanno ripreso a circolare sulle statali dell’Aprica a Edolo e del Gavia, interrotta invece la ferrovia a Malonno e il collegamento tra la frazione di Rino e le “Quattro strade” in Comune di Sonico
Una quarantina i Vigili del fuoco al lavoro in Valcamonica
Una quarantina i Vigili del fuoco al lavoro in Valcamonica
Una quarantina i Vigili del fuoco al lavoro in Valcamonica
Una quarantina i Vigili del fuoco al lavoro in Valcamonica

I veicoli hanno ripreso a circolare sulle statali dell’Aprica a Edolo e del Gavia appena fuori Ponte di Legno. Al momento restano invece interrotta la ferrovia a Malonno e il collegamento tra la frazione di Rino e le “Quattro strade” in Comune di Sonico: i residenti di Garda possono utilizzare il collegamento che sale da Malonno.

La situazione

Edolo

A Edolo dove l’ondata di maltempo ha provocato parecchi guai alle infrastrutture e agli edifici, sono stati sistemati a tempo di record i sottoservizi e pertanto la dozzina di persone sfollate a Pasquetta per la rottura delle reti idriche, elettriche e fognarie hanno potuto far ritorno alle loro case. “Rimane però ancora molto da fare - ha rimarcato il sindaco Luca Masneri -. Ci vorrà tempo e denaro per regimare e mettere in sicurezza il torrentello che scende da Mola, che ha causato l’alluvione che ha trasformato diverse vie in fiumi e riempito di melma e detriti decine di autorimesse e scantinati e che, purtroppo, corre per più di 200 metri intubato sotto via Nicolina. Sicuramente - ha aggiunto Masneri - verrà rifatta tutta la conduttura sotterranea con una sezione molto maggiore di quella attuale, almeno 1,5x1,5 metri, e, a monte, nel punto in cui si immette nel tombotto, sarà costruita una deviazione in modo tale che in caso di nuove piene l’acqua vada a riversarsi nell’altra valletta che corre poco distante, il cui alveo è molto più ampio”.

Malonno

Quanto alla linea ferrata bloccata da una frana a Lava di Malonno, da Milano non sono arrivati aggiornamenti. Il sindaco Giovanni Ghirardi conta sul fatto che come gli è stato assicurato telefonicamente sarà questione di giorni rivedere passare i treni. Intanto, i volontari della Protezione civile “Le Torri” supportati dai mezzi meccanici di un’impresa edile, già nella tarda serata di lunedì hanno provveduto a spostare tronchi, detriti e fango per ripristinare il transito lungo la stradina che conduce ad alcune abitazioni della frazione. In zona è atteso anche l’arrivo di un geologo che dovrà valutare insieme ai tecnici di Trenord e a quelli dell’amministrazione civica gli interventi da effettuare per bonificare e mettere in sicurezza il fronte franato.

Paisco

Si stanno rivelando invece più gravi del previsto le frane cadute sotto l’abitato di Paisco, dove un vecchio dissesto si è ingrandito di molto, e i massi precipitati sull’asfalto a Sonico lungo il collegamento con la Val Malga: un volume di roccia (ha stimato il primo cittadino Gian Battista Pasquini) superiore ai 500 metri cubi.

Non creano invece troppe preoccupazioni i distacchi di materiale e gli alberi caduti all’interno della stessa Val Malga. Anche qui come in tutte le altre località colpite i funzionari dello Ster sono intervenuti per valutare le operazioni da intraprendere per mettere in sicurezza i pendii.

Come detto il traffico ha ripreso a circolare anche lungo il tratto iniziale della statale del Gavia, mentre, sempre a Ponte, resta chiusa la strada che conduce a Case di Viso, anche se in questo periodo dell’anno, come sempre, vige il divieto assoluto di accesso per il rischio valanghe.

In Valle Sabbia

Bagolino

Non sono previste altre chiusure della strada che porta al Gaver, ma la situazione rimane monitorata. In mattinata il nivologo, Federico Rota, incaricato dalla Provincia di Brescia, ha sorvolato nuovamente la zona, poi la Provinciale 669 che sale da Bagolino, ed era rimasta chiusa durante la notte, è stata riaperta. “Il culmine del pericolo – dice Rota -  è stato fra domenica notte e lunedì mattina, quando si è verificato il distacco di neve più importante, che si è andato ad accumulare a un precedente distacco, fortunatamente senza oltrepassarlo, così nessun tipo di materiale ha raggiunto la sede stradale e con il sopralluogo di martedì abbiamo constatato che tutto è rimasto invariato”.

Per evitare la chiusura della strada nei giorni di festa il nivologo e i volontari della protezione civile di Bagolino hanno passato il weekend di Pasqua a monitorare la zona per rilevare eventuali movimenti e poter intervenire in tempo reale, cosa che fortunatamente non si è resa necessaria. Ora a preoccupare è l’aumento della temperature. “Speriamo che l’innalzamento della temperatura sia graduale e porti a un progressivo scioglimento del manto nevoso, senza che si verifichino importanti fenomeni valanghivi – conclude Federico Rota - la situazione più critica potrebbe verificarsi venerdì prossimo, per questo continueranno ad essere effettuati sopralluoghi giornalieri".

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