Il report

Meno immigrati nel Bresciano: ora è boom di cittadinanze

di Magda Biglia
I residenti al 2022 sono 152mila855 in calo dell'1,8%. I nuovi italiani salgono del 652% ma i neo diciottenni sono solo l'1%
Il tasso di occupazione tra gli stranieri residenti nel Bresciano è cresciuto del 6% in un anno
Il tasso di occupazione tra gli stranieri residenti nel Bresciano è cresciuto del 6% in un anno
Il tasso di occupazione tra gli stranieri residenti nel Bresciano è cresciuto del 6% in un anno
Il tasso di occupazione tra gli stranieri residenti nel Bresciano è cresciuto del 6% in un anno

Nel Bresciano calano gli stranieri, ma crescono le acquisizioni di cittadinanza. Nel 2022 la diminuzione rispetto al 2021 è stata dell’1,8%, ma segnano un picco coloro che sono diventati cittadini italiani, 7.800 in un anno. Un +652% con all’interno un dato negativo: fra questi solo l’1% è di seconda generazione, diciottenne o diciannovenne, in parte perché la cittadinanza è già stata ricevuta con i genitori, anche perché mancano le domande.

L’analisi

Per tre anni gli stranieri residenti erano scesi continuamente, poi nel 2020 e 2021 si era vista una leggerissima crescita, nel 2022 riprende la diaspora. Sono dati, raccolti in un volume e disponibili sul sito, del Report Cirmib (Centro di iniziative e ricerche sulle migrazioni Brescia) relativi al 2022-2023, curato da Maddalena Colombo e Mariagrazia Santagati, presentati ieri all’Università cattolica da Francesca Pozzi durante un incontro sul tema aperto dal direttore Giovanni Panzeri, dall’assessore comunale Marco Fenaroli, dal questore Eugenio Spina.

I dati

Al gennaio 2022 gli stranieri in Brescia e provincia erano 152.855 pari al 12,2% della popolazione; la percentuale scende meno dell’assoluto perché scende pure la popolazione. Diminuiscono di più le donne; i minori sono uno su quattro. Il 45% arriva da Paesi europei, con la Romania al vertice, il restante si divide fra Africa e Asia. A calare sono soprattutto i cinesi, - 10% e i moldavi, -7. Il Senegal, invece, sale del 2,5. I permessi per asilo concessi ammontano a 6.650, il 10% dei quali per ucraini. Nel lavoro le cose vanno meglio per gli stranieri, + 6 % del tasso di occupazione, che per gli italiani, +2%. In agricoltura la percentuale di stranieri è del 62%, in campo domestico è dell’80%. Vengono poi il manifatturiero, il commercio, la sanità. Una particolarità è nel settore turistico, con un incremento del 51%, «Si tratta quasi sempre di lavoro poco qualificato e, soprattutto, non esposto al pubblico», commenta la professoressa Colombo. Crescono le imprese avviate dagli immigrati, + 21,8 rispetto al 2010. I cinesi e i rumeni sono un quinto degli imprenditori. Le rimesse di denaro verso la patria in dieci anni sono cresciute dell’80%. Gli studenti calano per gli arrivi inferiori, per i rientri in patria, per l’allineamento dei tassi di natalità tra italiani e stranieri. Calano, ma studiano: gli atenei bresciani ne accolgono oltre 18 mila.

Allegati

Due dossier arricchiscono lo studio. Per la prima volta si è affrontata la violenza domestica. Si sono viste alcune denunce da parte delle straniere. «Ma sono proprio le donne della famiglia a sconsigliare - dice Colombo che aggiunge -. Il motivo religioso è usato come pretesto». L’altro dossier, nell’anno della Capitale della Cultura, riguarda gli artisti che possono dare un importante contributo. «Non solo braccia e figli per la denatalità, lo scambio e l’arricchimento reciproco è il passo verso una mentalità multiculturale», sottolinea Colombo nell’incontro in cui sono intervenuti anche Giulia Innocenti Malini docente a Pavia, e Abderrahim El Hadiri di Cicogne Teatro.

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