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Morti sul lavoro, Brescia ancora in zona rossa: è la più pericolosa tra le province lombarde

di Redazione web
Alla Lombardia va di nuovo la maglia nera d'Italia con più di 13 vittime al mese da gennaio a ottobre: "Una vera strage". Una lettura però che deve tenere conto della popolazione lavorativa più numerosa rispetto alle altre: l'incidenza di mortalità è infatti inferiore alla media italiana
Morti bianche
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Morti bianche

Brescia è maglia nera tra le province lombarde per incidenti mortali e infortuni sul lavoro: è quanto emerge dall'ultima indagine condotta dall'Osservatorio Vega Engineering che ha classificato il Bresciano come il territorio più pericolo della regione con un'incidenza di 50 morti per milione di occupati. Nei primi dieci mesi dell'anno sul territorio provinciale si sono registrati 33 morti bianche (seconda solo a Milano con 37 morti) di cui 6 in itinere.

La Lombardia la regione dove si muore di più sul lavoro

“Ancora troppi morti sul lavoro e la maglia nera rimane alla Lombardia nei primi dieci mesi del 2023. Più di 13 vittime al mese da gennaio a ottobre. Una vera strage. Ma i numeri elevati dei decessi, come sappiamo, devono essere anche spiegati con la popolazione lavorativa più numerosa rispetto a tutte le altre regioni, infatti, quando si parla di rischio di mortalità rispetto alla popolazione lavorativa, il risultato cambia e la Lombardia viene inserita in zona gialla, ovvero in quella mappatura del rischio di mortalità che fa emergere gli indici meno allarmanti della penisola”. È la prima riflessione di Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio Vega Engineering per descrivere l’emergenza in Lombardia nell’ultima indagine elaborata dal proprio team di esperti.

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"Un’emergenza descritta drammaticamente dai numeri delle vittime, nella quale però, per narrare concretamente il livello di sicurezza sul lavoro in regione, deve necessariamente entrare il confronto con l’incidenza della mortalità e, con questo tipo di analisi, la Lombardia fa rilevare un’incidenza di mortalità inferiore alla media italiana (24,4 infortuni mortali ogni milione di occupati contro una media nazionale di 29,1)”.

I dati lombardi 

Brescia, Sondrio e Lodi sono le tre province che si trovano in “zona rossa” con un’incidenza rispettivamente di 49,8, 40,3 e 39,7; sono seguite in zona arancione da Lecco (34,9), Cremona (34,3) e da Bergamo in zona gialla (26,6). Mentre la maggior parte delle province lombarde rimane in zona bianca con rischi di mortalità ben al di sotto della media regionale e nazionale. A cominciare da Milano (20,2). Seguono: Como (19,4), Mantova (16,5), Varese (13,3), Pavia (12,9), Monza e Brianza (12,7).

Le morti bianche nei primi dieci mesi dell'anno 

Sono 139 i decessi da gennaio a ottobre 2023 (contro i 148 del 2022): 108 quelli rilevati in occasione di lavoro (1 in più dello scorso anno) e 31 quelli in itinere (10 in meno del 2022). Ed è tristemente prima in Italia sia per numero di vittime totali, sia per decessi in occasione di lavoro. Il più elevato numero di decessi totali si è verificato in provincia di Milano (37). Seguono: Brescia con 33 decessi, Bergamo (21), Cremona (8), Como (7), Varese e Lecco (6), Monza Brianza e Pavia (5), Mantova e Lodi (4), Sondrio (3).

Gli infortuni sul lavoro

Milano è in cima alla graduatoria anche quando si analizzano gli infortuni mortali in occasione di lavoro con 30 vittime esclusi quindi quelli in itinere. Seguono: Brescia (27), Bergamo (13), Como, Cremona, Lecco, Monza e Brianza e Varese (5), Lodi (4), Pavia, Sondrio e Mantova (3). Sono 91.101 le denunce di infortunio complessive su un totale, in Italia, di 489.526. Vale a dire oltre il 18,6% di quelle rilevate in Italia.

Flessione delle denunce di infortunio

Alla fine di ottobre 2023 le denunce di infortunio totali sono diminuite del 18,5% rispetto alla fine di ottobre del 2022: erano 111.819 e ora sono 91.101. Un decremento questo, è opportuno nuovamente sottolinearlo, dovuto quasi esclusivamente alla scomparsa dalle statistiche degli infortuni connessi al Covid.

Manifatturiero: settore più colpito

Le attività manifatturiere, anche dopo i primi dieci mesi del 2023, sono ancora in cima alla graduatoria delle denunce di infortunio in occasione di lavoro (14.088). Sono seguite da: Sanità (5.683), Trasporti e Magazzinaggio (5.606), Commercio (4.836) e Costruzioni (4.653). È la provincia di Milano quella con il maggior numero di denunce totali di infortunio (30.179), seguita da: Brescia (12.792), Bergamo (11.063), Varese (7.651), Monza e Brianza (6.567), Como (4.222), Mantova (4.062), Pavia (3.951), Cremona (3.799), Lecco (2.961), Lodi (2.102) e Sondrio (1.752).

Le statistiche degli infortuni

Sono 31.907 le denunce di infortunio delle donne lavoratrici e 59.194 quelle degli uomini. Le denunce dei lavoratori stranieri sono 23.000 su 91.101 (oltre il 25%). Le denunce di infortunio fino a 14 anni sono 9.451, ovvero oltre il 10% del totale delle denunce in regione.

 

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