Verso le ELEZIONI

Europee, il papà di Ilaria Salis (AVS) chiama Brescia: «Ungheria paese illiberale»

di Giada Ferrari
L'insegnante detenuta da 15 mesi in Ungheria capolista per Alleanza Verdi e Sinistra: «Mia figlia non vuole scappare, vuole solo un processo equo»
La presentazione della candidatura di Ilaria Salis a Brescia
La presentazione della candidatura di Ilaria Salis a Brescia
La presentazione della candidatura di Ilaria Salis a Brescia
La presentazione della candidatura di Ilaria Salis a Brescia

Ottenere l’immunità parlamentare per permettere a Ilaria Salis - in corsa alle europee con Alleanza Verdi e Sinistra - di potersi difendere e sottoporsi ad un equo processo in Italia. Ieri, alla cascina Parco Gallo, i delegati di Europa Verde Brescia e il padre di Ilaria, Roberto, hanno sottolineato l’ingiusta detenzione della donna in Ungheria. «Una detenzione indegna in un paese civile - sottolinea Salvatore Fierro portavoce Europa Verde Brescia -. Non si può tenere una ragazza 15 mesi in quelle condizioni, un tipo di detenzione che non ha nemmeno il 41bis in Italia». Iniziamo dalla candidatura di Ilaria.

Può raccontarci quali sono stati i motivi che l'hanno spinta a prendere questa decisione?

Ilaria si è candidata alle Europee dopo un processo decisionale abbastanza complicato. Consideri che parlare con lei è molto complesso: ha 70 minuti a settimana per dialogare con noi, 2 ore di chiamata Skype e 2 ore di visita. È stata una decisione sofferta ma in linea con il suo percorso politico. Ha ricevuto più proposte, poi ha scelto Europa Verde perché più coerente con il suo pensiero e percorso.

Cosa si aspetta Ilaria?

Non vuole scappare o evitare il processo, ma, siccome si è sempre professata innocente, vuole essere giudicata in un processo giusto, equo, cosa che in Ungheria non si può fare. Parlando della situazione legale di Ilaria, ha menzionato la mancanza di documenti tradotti in italiano che è una violazione dei diritti. L’agenzia che si occupa delle traduzioni ci ha segnalato che la documentazione sarà pronta a fine novembre. Noi siamo in processo da gennaio, Ilaria ha già avuto un udienza a marzo totalmente inutile e ora ne avrà una il 24 maggio e non sa di cosa è accusata, non ha i documenti tradotti nella sua lingua e questo è ingiusto. Manca il rispetto dei diritti umani, tant’è che gli avvocati stanno valutando se si può spostare il processo in Germania o Italia. Vuole dimostrare di essere andata a Budapest per altro non come dicono i parlamentari italiani che la diffamano e attaccano anziché aiutarla. Vanno a dire che spacca la “testa agli altri”, cosa che peraltro agli atti non c’è, si parla di lesioni guaribili in 7/8 giorni. Ilaria è molto motivata da questa novità perché la candidatura comporta il fatto che, se eletta, ha diritto all’immunità parlamentare e tornerà a casa.

Com’è trovarsi a condurre una campagna non per sé, ma per la figlia?

È una situazione molto strana che non mi sarei mai aspettato di affrontare. Mi sono trovato in una discussione in cui cercavano di convincermi che la delinquente era mia figlia. La faccenda è surreale, ma mi trovo a conviverci. Mi permetto di dire che questo è parte di un piano: al tribunale ungherese non interessa risolvere perché per legge possono tenerla in detenzione cautelare per 4 anni. Sanno che l’accusa non si basa su nulla, quindi stanno cercando di punire Ilaria in maniera “preventiva”, tirandola per le lunghe. L’Ungheria non è un paese democratico è Orban stesso che dice di aver messo in atto una democrazia illiberale.

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