La novità

Piazzale Arnaldo e la movida: dai baristi un «numero Sos» per segnalare intemperanze

di Alessandra Troncana
I residenti potranno chiamare, poi entreranno in azione gli steward incaricati direttamente dai locali
Malamovida Si cercano soluzioni per una convivenza civile in piazzale Arnaldo
Malamovida Si cercano soluzioni per una convivenza civile in piazzale Arnaldo
Malamovida Si cercano soluzioni per una convivenza civile in piazzale Arnaldo
Malamovida Si cercano soluzioni per una convivenza civile in piazzale Arnaldo

La modalità «non disturbare» si attiverà al telefono. Sul numero unico del call center. Una linea silenzia-casinisti sarà attiva acca24, riservata agli inquilini di piazzale Arnaldo e gestita da un solo operatore, ovvero Raffaele Giardino: «I residenti potranno chiamarmi in qualsiasi momento. Per qualsiasi problema». Il mitologico proprietario del Vita risponderà a voce e con i fatti: i mastini della sicurezza a libro paga dei locali «interverranno subito» per sedare il carnaio. Dopo le lamentele verbali, quelle protocollate via Pec nella lettera di messa in mora inviata alla Loggia e un incontro con l’assessore Andrea Poli, i commercianti hanno deciso di aprire una interlocuzione telefonica con i residenti inviperiti. Giardino e i colleghi del consorzio di piazza Arnaldo - ne fanno parte 15 locali - incontreranno i residenti tra qualche giorno: «Vogliamo assicurare la nostra disponibilità». Soprattutto, un intervento immediato contro l’«homo insapiens» del fine settimana: il call center servirà per chiamare e richiamare all’ordine gli indisciplinati.

L’assessore Poli conferma con un messaggio su Whatsapp: «Fisseremo presto un incontro congiunto con i residenti e il Consiglio di quartiere. Questa è la mia intenzione - dice -. I problemi posti dai cittadini sono molto puntuali: conto che i baristi sappiano dare risposte senza che il Comune debba intervenire d'imperio». Strusciamenti etilici dentro e fuori dagli abbeveratoi, marciapiedi scambiati per latrine, lancio libero di fuochi d'artificio e risse: in estrema sintesi, sono questi gli effetti collaterali del gin tonic; e per i residenti, la convivenza con la bolgia umana è insopportabile. Lo stile di vita della società liquida e sbronza, hanno scritto nella Pec alla Loggia - un facsimile di quella inviata dagli inquilini del Carmine - «è assolutamente incompatibile con i più basilari principi di sicurezza e incolumità privata e pubblica».

Dal venerdì alla domenica, i limiti acustici e il sacrosanto diritto al sonno vengono infranti in modo recidivo con «schiamazzi, urla concitate, cori modello stadio, vociare di sottofondo persistente». Oltre alle rogne, i residenti di piazza Arnaldo hanno esposto a Poli anche possibili soluzioni: le auto parcheggiate in doppia e tripla fila andrebbero rimosse e sequestrate senza esitazione e senza pietà. I praticanti del free pissing - gli incontinenti- dovrebbero essere multati secondo commi e cavilli del codice penale. Infine, i plateatici oversize, quelli che trasgrediscono il regolamento e si estendono qualche metro o centimetro più del dovuto, dovrebbero essere riportati entro i confini stabiliti. Non è mancata qualche osservazione estetica: l’aiuola del piazzale andrebbe abbassata; i commercianti, invece, la vorrebbero estirpare per piantare più tavolini e fioriere.

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