il caso

Prenotazioni e liste d’attesa visite mediche: a Brescia problema senza fine

di Irene Panighetti
Nonostante le rassicurazioni arrivate da Regione Lombardia, fissare una visita resta ancora molto complicato. Risposte oltre le 48 lavorative, appuntamenti oltre i limiti previsti e agende nemmeno aperte

Liste di attesa nel servizio sanitario pubblico, ancora non ci siamo. I tempi sono insostenibili non solo per le urgenze ma anche per i controlli periodici che sono la base della prevenzione e della cura delle cronicità. Questo nonostante la normativa di tutela (D.Lgs. 124/1998 e le delibere regionali di recepimento del Pngla) e la rosea narrazione delle istituzioni sanitarie, che viene smentita dalla pratica quotidiana.

I tempi di attesa

Per esempio la storia ufficiale dei tempi di attesa in Asst Spedali Civili presentata, come da obbligo di legge, sul sito, per il mese di dicembre 2023 (ultima rilevazione disponibile), racconta di un’attesa per una mammografia bilaterale di 84 giorni (al Civile) e 47 (Gavardo); per una colonscopia 494 giorni, per una risonanza della colonna 86 (Gardone) e 61 (Civile). Tempi anche accettabili, se la storia fosse proprio questa.

Le promesse della Regione

Altra rosea narrazione ufficiale è quella dell’assessore al Welfare in Regione Lombardia Guido Bertolaso il quale continua a ripetere: «Tra tre anni saranno abbattute le liste di attesa grazie al Cup unico». Sempre Bertolaso ha sostenuto: «Il 60% delle richieste viene soddisfatto nei tempi previsti dalla legge» e ha addossato parte della responsabilità dell’attuale disastro «a quel - 25% di persone che prenotano e poi non si presentano».

«Parole non confermate dalla realtà»

«Affermazioni che non trovano riscontro nella realtà - commenta Nadia Lazzaroni, della Fp Cgil -. Il sistema non funziona. Come vengono costruite le liste di attesa e perché non riusciamo a smaltirle? Principalmente perché non c’è personale né sul territorio, né nelle aziende ospedaliere, né negli ambulatori. Serve investire prima di tutto sul personale. Bertolaso ha elogiato i Pronto soccorso bresciani come eccellenze, ma sono gli operatori ad esserlo, non il sistema: gli operatori sono stremati e non fanno riposi. Se le liste sono lunghe la gente va in Pronto soccorso, anche se non si tratta di emergenza, perché spesso per prenotare ci sono procedure macchinose e troppo difficili per i più fragili».

La giungla delle prenotazioni 

Infatti, per avere una visita o un esame in Asst Spedali Civili (cui afferiscono, oltre al Civile, anche gli ambulatori cittadini e gli ospedali di Gardone Valtrompia, Montichiari, Nave, Lumezzane) le modalità sono diverse. La meno ostica è presentarsi agli sportelli; per l’online occorre caricare la richiesta sul sito per prenotare la chiamata del Cup, che deve avvenire, in teoria, entro 48 ore lavorative. Se tutto fila liscio si scopre che per alcune prestazioni le agende nemmeno sono disponibili, per altre bisogna attendere anche un anno.

La realtà smentisce, spesso, ciò che viene raccontato: sui siti delle strutture sanitarie sono pubblicati i tempi medi di attesa, calcolati in base alcuni criteri specificati in premessa. Alla prova dei fatti sono tempi inverosimili, come ha verificato anche direttamente la Cgil «non in modo sistematico, ma solo per soddisfare le richieste di aiuto di diversi lavoratori che non erano in grado di agire in autonomia – spiega Lazzaroni - ci siamo resi conto che i tempi dichiarati delle attese non sono affatto rispondenti alla fotografia del momento reale, non sono veritieri».

La prova sul campo di Bresciaoggi

Alla stessa conclusione è giunto anche direttamente Bresciaoggi: le impegnative, tutte con data 9 febbraio, sono state caricate il 10 sul sito dell’Asst Spedali Civili. Il 15 febbraio sono arrivate le chiamate dal Cup (oltre le 48 ore lavorative).

Quali le risposte?

Il 12 settembre a Gardone (ben oltre i 3 mesi previsti dalla legge anche per le non urgenze), al Civile nell’aprile 2025. Sul sito, secondo i dati di dicembre 2023, le attese segnalate invece variano tra i 119 giorni e i 38 di cui 97 a Gardone (molto meno di quelli reali), 66 al Civile.

Per una visita oculistica di controllo la prima disponibilità era a Gardone nel marzo 2025, non disponibili le agende per le strutture di Brescia. Sul sito i tempi indicati variano tra i 70 e i 7 giorni (a Gardone 50).

Visita dermatologica di controllo: a Brescia nessuna agenda aperta, a Gardone il 12 marzo 2025 e sul sito è indicato un tempo tra i 148 e i 5 giorni (a Gardone 41).

Ultimo esempio, una visita endocrinologica richiesta a metà gennaio ha avuto l’appuntamento per il 31 gennaio 2025, con la tabella del sito che racconta di 14 giorni di attesa al Civile (e l’oscillazione è tra i 62 e i 5).

Un po’ diversa la situazione chiamando il call center regionale, ma anche qui, per gli esempi fatti, nessuna prenotazione disponibile nel pubblico prima di un anno, e anche quelle nel privato convenzionato hanno tempi di attesa lunghi mesi.

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