IL PROVVEDIMENTO

Professionisti sanitari: oltre 150 sospensioni per chi non è vaccinato

di Paola Buizza
Lettera inviata a una quindicina di medici e a 50 tra tecnici radiologi e della riabilitazione. E oggi si valuta la posizione di cento infermieri
Prosegue la campagna vaccinale, che per i medici no-vax ha anche un risvolto sul proprio lavoroMedici e infermieri al lavoro in un reparto ospedaliero Covid
Prosegue la campagna vaccinale, che per i medici no-vax ha anche un risvolto sul proprio lavoroMedici e infermieri al lavoro in un reparto ospedaliero Covid
Prosegue la campagna vaccinale, che per i medici no-vax ha anche un risvolto sul proprio lavoroMedici e infermieri al lavoro in un reparto ospedaliero Covid
Prosegue la campagna vaccinale, che per i medici no-vax ha anche un risvolto sul proprio lavoroMedici e infermieri al lavoro in un reparto ospedaliero Covid

Le prime sospensioni per gli operatori sanitari non vaccinati contro Covid19 sono già scattate. Lunedì mattina è toccato a una quindicina di camici bianchi, dopo che l’Ordine dei Medici della provincia di Brescia ha preso atto dell’accertamento dell’inosservanza vaccinale da parte di Ats.

ùQuesta mattina la comunicazione arriverà a una cinquantina di iscritti all’Ordine dei Tecnici sanitari (Tsrm-Pstrp). E stasera l’Ordine degli Infermieri valuterà un centinaio di posizioni. I Consigli direttivi stanno verificando gli atti inviati da Ats Brescia, deliberando le sospensioni in base al Decreto legislativo 44/2021 secondo il quale, per chi opera nella Sanità «la vaccinazione costituisce requisito essenziale per l'esercizio della professione e per lo svolgimento delle prestazioni lavorative».

«L’Ordine è un ente sussidiario dello Stato ed io sono un pubblico ufficiale. Come tale devo ottemperare la legge - chiarisce il presidente bresciano delle professioni sanitarie Tsrm-Pstrp Luigi Peroni, che assicura – lasceremo una porta aperta: con altrettanta celerità annulleremo la sospensione se l’iscritto si vaccinerà. Li inviteremo a farlo».

Negli ultimi giorni sono stati in due a rivedere le proprie convinzioni «no vax» e nei loro confronti non si procederà. Tutti gli altri, non solo coloro che lavorano in ospedali pubblici e privati convenzionati, ma anche i liberi professionisti, non potranno svolgere «prestazioni o mansioni che implichino contatti interpersonali o comportino, in qualsiasi altra forma, il rischio di diffusione del contagio da Sars-CoV-2» recita la legge al comma 6. Se lo faranno incorreranno nel reato penale di esercizio abusivo della professione. Sarà il datore di lavoro a decidere il da farsi. Se non sarà possibile un cambio di mansione, anche inferiore, ci sarà il periodo di sospensione per il quale «non è dovuta la retribuzione, altro compenso o emolumento, comunque denominato» specifica l’articolo 4.

Che prosegue: «La sospensione manterrà efficacia fino all’assolvimento dell’ obbligo vaccinale o, in mancanza, fino al completamento del piano vaccinale nazionale e comunque non oltre il 31 dicembre 2021». «Io sto con la scienza – ribadisce Peroni – mi sono vaccinato come tutti i presidenti degli Ordini d’Italia il 27 dicembre 2020 e non è stato facile. Eravamo i primi, non c’erano esempi. Mi sono basato sulle evidenze scientifiche che oggi mi danno ragione». Tra i 6.000 iscritti, un centinaio ha manifestato dubbi sul vaccino. «In cinquanta mi hanno chiamato e sono emersi problemi di allergia e salute, ma sono questioni che vanno riferite al proprio medico di base e ad Ats. Ci sono casi per i quali sono previste particolari procedure di stralcio. L’importante è parlarne, confrontarsi: tra i nominativi segnalati da Ats quelle 50 persone che avevano forti dubbi non ci sono. Quindi hanno deciso di vaccinarsi».

Altre cinquanta, invece, sono rimaste ferme sulle loro posizioni. «Non è escluso che se ne aggiungano altre, non ho ancora ricevuto nulla da Ats Montagna per quanto riguarda gli iscritti che si trovano in Valcamonica. E nemmeno nominativi di chi lavora fuori regione». Alla fine, i contrari «non dovrebbero superare la settantina». Numeri che, tutto sommato, non allarmano Peroni. Anzi: «Sono soddisfatto dei colleghi che si sono informati attraverso la scienza e non i social». Oggi si riunirà in consiglio anche l’Ordine delle professioni infermieristiche di Brescia. Oltre un centinaio gli atti di accertamento per l’inosservanza vaccinale ricevuti da più Ats. «Faremo il punto della situazione» ha spiegato la presidente Stefania Pace. Altre sospensioni partiranno nei prossimi giorni nei confronti di operatori sanitari «no vax» che operano nelle strutture sanitarie, sociosanitarie, socio-assistenziali, pubbliche o private, nelle farmacie, parafarmacie e negli studi professionali. •.

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