il progetto

Un nuovo palazzo di vetro a Brescia: decine le proposte per il grande «Community hub»

di Magda Biglia
Musica, danza, incontri, sale studio e per registrazioni nel polo multifunzionale che verrà realizzato entro due anni

Che cosa ci vogliono mettere i cittadini nel nuovo grande Community hub che fra due anni sorgerà nella zona del Parco Gallo, dentro il grande polo multifunzionale finanziato da fondi europei? Il palazzo di vetro, su quattro piani, avrà una funzione pubblica e trasformerà il quartiere don Bosco, anche con due scuole, due piazze, una biblioteca, un altro parco.

Le proposte raccolte

Le proposte sono state raccolte con numerose tappe di analisi e ascolto nello Spazio Lampo allestito nell’attuale biblioteca e sono culminate in 45 giorni di «Call for ideas» dal 12 dicembre al 25 gennaio. Di idee ne sono arrivate 37 (che diventano 50 con altre recepite) e ora sono al vaglio dell’Amministrazione. Se ne è occupata la società Avanzi, uno dei partner del progetto. La richiesta era che riguardassero il dialogo e lo scambio tra culture diverse, data la forte presenza di immigrati nel territorio, che mirassero a coinvolgere ogni età ma soprattutto i giovani, che descrivessero spazi inclusivi, con occasioni di valore collettivo e nuove per l’intera città.

Le idee da dentro e fuori provincia

Così le idee sono arrivate, singole o di cooperative e associazioni, soprattutto dal rione, da tutta Brescia e provincia, pure da Bergamo e Milano. Sedici provengono dai cittadini, 19 dal Terzo settore, una da un ente religioso (il don Bosco), e una da un’impresa (La Casa dello studente). Più di una su tre riguarda musica e danza o attività sportive, poi ci sono i servizi di natura sociale ed educativa, 14 sono rivolte alla comunità, le altre sono profilate su specifiche fasce di popolazione. Si propongono workshop, eventi, incontri, percorsi formativi, concerti, performance, laboratori di sperimentazione che saranno in un plesso, mentre nell’altro sono previsti servizi, uffici, portierato, attività culturali.

Gli spazi desiderati sono aule studio, stanza per registrazioni, aree fitness e giochi, luoghi per conferenze, ma già è nero su bianco un auditorium di 250 posti. «È stato, e sarà, un grande lavoro di progettazione partecipata, per una sfida inedita che potrà essere modello per il futuro» ha spiegato ieri, 19 febbraio, nello Spazio Lampo l’assessore Andrea Poli con delega anche all’Innovazione sociale, sottolineando il valore della sinergia con il Consiglio di quartiere, in rappresentanza del quale ieri c’era la presidente, Tiziana Cherubini.

I primi esiti

Linda Cossa e Carlotta Roma, di Avanzi, hanno illustrato gli esiti sino a qui e nell’immediato, in attesa del cantiere che partirà entro fine anno. Le prossime tappe saranno il 28 febbraio e il 13 marzo, per far incontrare i proponenti che dovranno coprogettare. Poi ci sarà l’apertura di una richiesta di manifestazione di interesse per la gestione necessariamente multipla dell’hub, con creazione finale di una start up. Fra le idee innovative non mancano quelle per la sostenibilità economica, basate sulla collaborazione, la solidarietà e gli scambi reciproci fra iniziative che rendono, come il bar, e quelle che costano. L’opera di accompagnamento alla vita e all’autonomia del polo sarà lunga, e verrà sostenuta da un finanziamento di due milioni di euro.

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