LA TRADIZIONE

Alla Pieve di Tremosine in centinaia per il Palio dello S-ciapì

di Luciano Scarpetta
Fedelissimi e curiosi, pure qualche turista, hanno assistito alla classica guerra a colpi di uova sode. Trionfa la famiglia Rossi
Le uova sode, protagoniste dello «S-ciapì»
Le uova sode, protagoniste dello «S-ciapì»
Le uova sode, protagoniste dello «S-ciapì»
Le uova sode, protagoniste dello «S-ciapì»

Dove il maltempo nel lungo weekend pasquale ha concesso una tregua si è registrato il pienone. Come alla Pieve di Tremosine, grazie al richiamo dello storico Palio dello S-ciapì con le uova sode che ha radunato in piazza alla Pieve, centinaia di persone per un appuntamento atteso e partecipato anche dai turisti stranieri.

Una tradizione che risale ai primi del Novecento, rispolverata nel 2010 da Matteo “canèla” Amistani e dall’amico Michele De Bortoli con il supporto della Pro loco. Si tratta nella circostanza di un gioco antichissimo che consiste nel tenere in mano un uovo sodo mentre l´avversario lo colpisce con un altro uovo. Vince chi riesce a mantenere integro il proprio e a rompere quello dell´altro: lo sconfitto deve poi consegnare l´uovo al vincitore. 

Per la cronaca si è assistito al trionfo per manifesta superiorità della famiglia Rossi che ha portato al primo e secondo posto del podio con papà Angiolino le portentose uova “sfornate” per l’occasione dalle galline dell’allevamento del figlio Daniele, giunto anch’esso al terzo posto.

Angiolino Rossi con il trofeo
Angiolino Rossi con il trofeo

Partecipatissimo anche il torneo della “Palanca”: al termine di migliaia di tentativi (oltre duecento in questo caso le persone che si sono cimentate in questa prova di abilità) la gara di abilità è stata vinta da Giorcio Bicaciu. In questo caso i concorrenti dovevano centrare con una vecchia moneta da cento lire un uovo sodo appoggiato in terra a tre metri di distanza. Per tutti i vincitori, oltre al trofeo dello S-ciapì che si detiene a casa per un anno, cesti enogastronomici di prelibatezze locali.

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