IL PROGETTO

Ciclovia del Garda, le fragilità sotto la lente di Report

di Luciano Scarpetta
Gli amministratori che sostengono la controversa opera «dribblano» le domande degli inviati del programma
Un tratto della ciclovia sulla sponda bresciana del lago di Garda
Un tratto della ciclovia sulla sponda bresciana del lago di Garda
Un tratto della ciclovia sulla sponda bresciana del lago di Garda
Un tratto della ciclovia sulla sponda bresciana del lago di Garda

Le incognite sulla realizzazione della ciclovia del Garda sono stati analizzate ieri sulla trasmissione Report su Rai 3. Da tempo gli aderenti al Coordinamento interregionale per la tutela del Garda, che riunisce associazioni ambientaliste delle tre Regioni affacciate sul lago, si battono per «contrastare l’opera sottolineando le criticità emerse nelle diverse analisi effettuate sul progetto della ciclovia di tutto l’anello interregionale».

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Dopo le due frane - a metà dicembre dalle parti del torrente Brasa a Tremosine e a gennaio a nord di Limone - le proteste hanno trovato sponda nel programma condotto da Sigfrido Ranucci. «Una troupe è giunta in alto Garda a dicembre, pochi giorni dopo la frana a Tremosine - racconta Luca Trentini di Toscolano Maderno, uno degli aderenti al Coordinamento interregionale presente in occasione del servizio -: in nome della bici si può sfregiare il paesaggio mettendo a rischio cicloturisti e sperperando denaro pubblico oltre ogni misura? È questa è la sostenibilità?».

La questione aperta è da un lato, la necessità di garantire la sicurezza di cicloturisti e pedoni a fronte delle frane cadute nei mesi scorsi, tutelando paesaggio e ambiente. Dall’altro, sostengono dal Coordinamento interregionale, la domanda di una mobilità dolce: «Come si può bilanciare tutto e definire le priorità del territorio, conciliando l’opportunità della ciclovia per il comparto turistico con la tutela e la sicurezza?».

Hanno provato, inutilmente, gli inviati di Report a porre questa e altre domande al presidente della Provincia Autonoma di Trento Maurizio Fugatti, raggiunto nei suoi uffici a Trento. Fugatti ha dribblato le domande smarcandosi dalla cronista che inutilmente lo seguiva per i corridoi della sede provinciale. La decisione di proseguire con la realizzazione del tratto che da Riva si collegherà poi con la ciclopedonale a sbalzo di Limone è stata del resto ribadita anche due settimane fa in occasione dell’assemblea generale della Comunità del Garda. Si contesta il tracciato anche dalle parti di Salò, dove il consigliere comunale Giovanni Ciato ha deciso di iniziare una raccolta firme attraverso gazebo e banchetti «perché il tracciato nel nostro comune – spiega - presenta situazioni di pericolo per cui il percorso deve essere modificato». 

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