Il caso

Il rebus del Lido di Lonato: così la stagione turistica è già a rischio

di Roberto Darra
Chiuso il Madai: bocciato il progetto di ampliamento. Tra Coco Beach e Comune non c’è accordo sulla concessione a lago

Per il Lido di Lonato sembra già fortemente compromessa la stagione turistica 2024, con due delle più note e apprezzate strutture ancora «ferme ai box», non si sa fino a quando.

Le criticità

Da un lato c’è il problema del chiosco Madai, struttura di proprietà comunale sulla spiaggia del Lido, locale mitico del basso Garda: è concreta l’eventualità che debba restare chiuso tutta la stagione.  Altra vicenda che si è aggiunta purtroppo è un contenzioso legale che pare essere aperto tra Comune e la società del Coco Beach, altro locale tra i più belli e attrattivi della riviera, sulla concessione che regola l’utilizzo della spiaggia.

Secondo il Comune sarebbe scaduta e andrebbe rimessa a bando, mentre il privato sostiene invece che il contratto d’affitto gli consentirebbe altri 6 anni di uso. Per ora parlano gli avvocati e l’esito della diatriba si vedrà.

Il «fiasco» del chiosco

Un primo progetto di ristrutturazione del chiosco Madai era stato redatto dal Comune e presentato nel giugno del 2023, ma è stato bocciato dalla Soprintendenza con una valutazione molto severa: il progetto è stato giudicato non rispettoso dei vincoli edificativi di un’area tutelata da numerosi vincoli. Ora si attendono i pareri sulla nuova versione del progetto, ma per avere un Madai rinnovato entro la stagione turistica ormai non ci sono i tempi.

La polemica di "Ritrovo Lonato"

Ad accendere il dibattito politico sul futuro del Lido è Daniela Carassai della lista civica-ambientalista «Ritrovo Lonato», che sottolinea il madornale errore di un progetto «fuori scala». «La storia del chiosco Madai è una vera gara di slalom per superare i vincoli urbanistici - contesta Carassai -. Nel 2018 si parte con una proposta di project financing presentata alla Giunta comunale: prevede la demolizione del locale e la ricostruzione di un nuovo edificio con medesima destinazione. Ma poi per questione di volumi, fra dichiarati e reali, la proposta non decolla. Adesso anche nel nuovo progetto ci sono problemi: la Soprintendenza lo boccia perché in contrasto con le prescrizioni di tutela indiretta, chiedendo il mantenimento dell’ingombro dei volumi fuori terra e del pergolato. Il vincolo è salvo, anche se sorge un dubbio: tutti i volumi esistenti sono regolari e dotati di concessione edilizia? Per tutto questo - conclude - attendiamo l’esito della Conferenza conclusiva». I tempi però stringono e la stagione è alle porte.

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