incendio a le vele

Sulle cause del rogo a Desenzano sono due le piste aperte

di Silvia Avigo
I Vigili del fuoco stanno ricostruendo la dinamica del violento rogo. Le ipotesi al vaglio: dalla bombola di Gpl al nuovo impianto fotovoltaico
Le cause del furioso incendio sono ancora al vaglio dei tecnici dei Vigili del fuoco del comando di Brescia
Le cause del furioso incendio sono ancora al vaglio dei tecnici dei Vigili del fuoco del comando di Brescia
Le cause del furioso incendio sono ancora al vaglio dei tecnici dei Vigili del fuoco del comando di Brescia
Le cause del furioso incendio sono ancora al vaglio dei tecnici dei Vigili del fuoco del comando di Brescia

Anche tra le fiamme e il fumo del complesso commerciale Le Vele di Desenzano, i Vigili del fuoco hanno dimostrato tutto il loro valore: stoici e instancabili, dopo aver domato il rogo verso le 21 di lunedì, hanno proseguito il lavoro all’interno degli edifici fino a tarda notte, senza mai smettere di presidiarlo. L’incendio ha distrutto circa 4 mila metri quadrati di superfici e l’intero complesso è stato messo sotto sequestro. Da valutare non sono solo le parti stravolte dalle fiamme ma la stabilità generale degli edifici, come nel caso della palazzina che ospita gli uffici di Asst Garda (apparentemente integri) e la palestra (completamente distrutta): l’indagine tecnica dovrà valutare la stabilità a 360 gradi, dai tetti agli ingressi ad ogni tramezza in comune. E non è solo la parte strutturale da valutare per restituire l’agibilità al centro: anche gli impianti elettrici sono sotto la lente d‘ingrandimento, come le braci ancora potenzialmente incandescenti nascoste sotto le parti del tetto di metallo che non è possibile raggiungere con gli idranti.

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Solo dopo aver svolto tutte le indagini e gli accertamenti che i Vigili del fuoco provvederanno a inviare in Procura si potranno prendere delle decisioni e riaprire le parti sotto osservazione. I vigili del fuoco, sempre nella mattinata di ieri hanno accompagnato i proprietari degli spazi per il recupero del materiale urgente, scortato i tecnici dell’Enel (oggi sarà il turno degli ingegneri). Ma le cause? Ciò che è ormai certo è che non sia stata una bombola a Gpl a scatenare le fiamme, bensì le fiamme a fare esplodere le bombole. L’inchiesta è ancora aperta e tra le ipotesi, c’è anche che a scatenare l’inferno potrebbe essere stato l’impianto fotovoltaico, montato ma non ancora collegato sopra il tetto dell’ex Trony. •.