il caso

Una «marea» bianca di schiuma nell'Alto Garda, dalle autorità nessuna spiegazione

di Luciano Scarpetta
Le strane chiazze hanno già invaso i porti di Gargnano e di Limone Potrebbe provenire da lavori in corso alla foce del Sarca
A sinistra, la densa macchia schiumosa a Limone. A destra quella apparsa a Gargnano
A sinistra, la densa macchia schiumosa a Limone. A destra quella apparsa a Gargnano
A sinistra, la densa macchia schiumosa a Limone. A destra quella apparsa a Gargnano
A sinistra, la densa macchia schiumosa a Limone. A destra quella apparsa a Gargnano

Dall’estremità nord alla foce del Sarca fino al medio lago, in questi giorni la superficie dell'acqua è solcata da una particolare e misteriosa schiuma bianca, persistente e diffusa. Numerose sono le segnalazioni dei cittadini, tutte corredate da eloquenti immagini, scattate soprattutto dai borghi di Limone e di Gargnano dove le chiazze bianche hanno invaso anche i porti, alimentando gli interrogativi sulla provenienza di questo materiale. Naturale o artificiale? Nessuna delle autorità locali si sbilancia, per ora, su cosa sia: potrebbe essere un fenomeno naturale, ma con i climi freddi di questi giorni è altamente improbabile che il fatto sia legato a una fioritura algale anomala o simili.  Potrebbe essere invece il materiale schiumoso utilizzato per lo scavo in corso di una galleria in Trentino, sostanza molto simile a quella fuoruscita tra Lonato e Desenzano dallo scavo del tunnel della Tav. Solo ipotesi, ma la schiuma c’è, si vede e non è un buon segnale di attenzione all’ecosistema.

Le possibili spiegazioni e i timori

Una lunga, schiumosa scia biancastra, proveniente in questo caso da nord dell’abitato di Limone che, diciamo subito, potrebbe essersi formata in seguito a eventi «naturali» che hanno portato alla formazione di tensioattivi di origine naturale. Sostanze in questo caso normalmente prodotte durante la decomposizione di materiali organici come alghe, piante acquatiche, foglie cadute, uova dei pesci, o in alternativa rilasciate in acqua con lo scarico di acque reflue o di liquami. L’acqua delle precipitazioni che cadono nei terreni e nei campi coltivati, ad esempio, scendono poi verso i corsi d’acqua portano con sé sostanze inquinanti. Tra queste ci sono molti prodotti usati in agricoltura e anche materiali naturali in decomposizione. A volte il fenomeno deriva dalle forti piogge e il vento, che inducono la movimentazione di materiale decomposto e il distacco dal fondo delle alghe bentoniche ricche in polisaccaridi e sostanze oleose.

A preoccupare però è il fatto che il periodo invernale non sia di certo adatto alla proliferazione algale. I sospetti maggiori ricadono dunque su i recenti avvistamenti di «anomale acque bianche» che da qualche mese confluiscono dal trentino rio Solone, nel fiume Sarca, il maggiore immissario del lago di Garda. Sostanze definite «biodegradabili» e prive di tossicità, ma non è comunque il massimo per il lago.

L’allerta del Wwf

«Sostanza che sembrerebbe arrivare dal cantiere del tunnel Loppio-Cretaccio e negli scarti dei lavori in roccia come schiume chimiche per ammorbidire gli scavi o scarti calcarei del terreno, scia densa bianca che si estende sbiancando poi il Sarca fino alla sua foce nel lago di Garda», avevano denunciato il mese scorso gli attivisti del Wwf Bergamo-Brescia dopo l’allarme lanciato dai colleghi del Wwf trentino. Un po’ come avvenuto nelle scorse settimane a sud del lago con la schiuma comparsa in un vigneto per gli effetti dei lavori Tav tra Lonato e Desenzano.

La segnalazione all’Arpa

Qualcuno, e parliamo in questo caso di privati cittadini, l’altro ieri ha provato a segnalare alle autorità competenti in materia di salute pubblica e di ambiente: «Ho chiamato la Protezione civile che mi ha detto di chiamare l’Arpa, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente. Questi mi hanno detto di lasciare i dati che poi mi avrebbero richiamato», afferma desolata, una residente di Gargnano. In attesa di qualche comunicazione ufficiale, questa è la pec dell'arpa per chi intendesse fare nuove segnalazioni: dipartimentobrescia.arpa@pec.regione.lombardia.it, e i numeri di telefono: 030 76811, 02 69666214, 800 061160.

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