Ome, all’ombra del gelso secolare nasce l’aula verde del sapere

di Simona Duci
Nell’orto botanico si svolgono le lezioni all’aria aperta di De Matola. Serve però una fontana e una barriera antirumore
Il curatore Antonio De Matola durante una lezione sotto l’antica pianta a pochi metri dalla strada provinciale
Il curatore Antonio De Matola durante una lezione sotto l’antica pianta a pochi metri dalla strada provinciale
Il curatore Antonio De Matola durante una lezione sotto l’antica pianta a pochi metri dalla strada provinciale
Il curatore Antonio De Matola durante una lezione sotto l’antica pianta a pochi metri dalla strada provinciale

Un’aula verde è nata ai piedi di un gelso antico, negli orti botanici di Ome. Si tratta dell’ennesimo progetto proposto dall’associazione «Orti botanici omense», che da qualche tempo ha deciso di rendere l’area naturale il più funzionale possibile, per poter assistere alle lezioni del curatore Antonio De Matola: letterato che svolge, saltuariamente, attività di formazione botanica ed educazione ambientale, per moltissime scuole della provincia di Brescia e Bergamo ma anche per gli universitari che da tre anni frequentano il parco.

Una scelta ponderata

«Il luogo prescelto non è causale», commenta Gabriele Nani volontario dell’associazione. «Il gelso è un patriarca di circa trecento anni che abbiamo salvato, tempo fa, dalla motosega di alcuni operai. Questa pianta, secondo l’intento del curatore degli Orti botanici, deve diventare una piccola aula all'aperto e sotto la sua chioma sarà possibile radunare studenti e appassionati di natura di ogni età». La seduta lignea a semi cerchio è già stata istallata nell’area naturale prescelta ma per concludere l’opera serve una fontana ma soprattutto realizzare una barriera acustica (con i Lecci) per attutire il rumore stradale, «catturare» Co2 e proteggere il pubblico dai venti forti che di sovente soffiano da nord. Studi scientifici dimostrano che una fitta barriera di piante a foglie coriacee (ad esempio le magnolie) possono garantire una riduzione del rumore compresa tra i 5 e i 10 decibel.

«L’inquinamento acustico», afferma De Matola, «non ha infatti risparmiato nemmeno gli Orti Botanici che distano solo pochi metri dalla provinciale che conduce a Brescia. Per rendere l’ambiente più idoneo e meno disturbato abbiamo pensato di piantumare altri alberi». I costi per la realizzazione della barriera acustica sono alti, servono duemila euro in tutto, per una piccola realtà associativa che dedica il proprio tempo in maniera totalmente gratuita senza particolari entrate. Così per riuscire nell’intento è stata aperta una raccolta fondi che al momento non ha però dato buoni frutti: manca infatti ancora il 70% dell’importo necessario. Chi vuole aiutare l’associazione può contattare il 335/7737459.

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