Con la Giornata del rifugiato Breno celebra un buon esempio

Alcuni richiedenti asilo domiciliati sul territorio di Breno
Alcuni richiedenti asilo domiciliati sul territorio di Breno
Alcuni richiedenti asilo domiciliati sul territorio di Breno
Alcuni richiedenti asilo domiciliati sul territorio di Breno

La Valcamonica è storicamente un laboratorio diffuso nel settore dell’aiuto ai rifugiati. La strada era stata aperta ormai molti anni fa dal sindaco scomparso di Malegno, e da allora l’accoglienza non si è mai fermata. Sulla scena è apparso presto anche Breno, e sarà proprio quest’ultima cittadina a ospitare oggi, in occasione della Giornata internazionale del rifugiato, una serie di appuntamenti a tema. Breno è oggi il paese capofila del progetto «Sai città aperta» (l’acronimo sta per Sistema accoglienza integrazione ) funzionante nei Comuni di Capodiponte, Edolo, Sellero, Cividate , Malegno e Darfo, e attuato dalle cooperative K-Pax e Casa Giona insieme agli enti locali. Il cartellone? In piazza Sant’Antonio si terrà dalle 19 in poi il primo «Rock & Refugees day», con la musica della band «Gli scappati di casa» e i cantanti Anna Ducoli e Michele Salvetti (il secondo show inizierà alle 20,30). Nel mezzo la proposta gastronomica delle comunità migranti che si sono stabilite in Valcamonica, che proporranno piatti tipici dei Paesi d’origine, pietanze che consentono di gustare i sapori di quattro continenti all’insegna della multiculturalità. La serata sarà l’occasione per presentare proprio il progetto «Sai Breno città aperta», che come spiega Carlo Cominelli, presidente di K-Pax, «garantisce, anche con il supporto di Casa Giona, interventi di accoglienza integrata, che oltre ad assicurare servizi di vitto e alloggio prevedono anche misure di informazione, alfabetizzazione, corsi professionali , accompagnamenti sociosanitari, assistenza e orientamento sociolavorativo con la costruzione di percorsi individuali di inserimento sociale ed economico. Attualmente stiamo ospitando sia richiedenti, sia titolari di protezione internazionale, speciale e temporanea (vedi l’emergenza Ucraina), singoli e famiglie con minori, offrendo loro iniziative di tutela ed integrazione nel territorio». Per rendere l’importanza dell’accoglienza sul territorio, Comunelli fornisce alcuni dati aggiornati a pochi giorni fa: «Attraverso il Sai Breno Valcamonica ospitiamo 24 richiedenti asilo, 25 titolari di protezione e 18 di protezione temporanea (di nazionalità ucraina). Ma sono presenti anche persone provenienti da Afghanistan, Bangladesh, Cuba, Gambia, Guinea, Nigeria, Pakistan, Palestina, Senegal, Somalia, Tunisia, appunto Ucraina e Venezuela». Inoltre a seguito dell’emergenza Ucraina sono ospiti anche 18 titolari di protezione temporanea (9 adulti e 9 minori): nuclei monoparentali costituiti da mamme con bambine e bambini. K-Pax gestisce l’hotel Giardino, dove si attua anche l’inserimento lavorativo dei rifugiati: alcuni ospiti fanno parte dello staff della struttura ricettiva brenese. •. L.Ran.

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