Il colpo di scena

Concordato respinto dal tribunale . Montecampione Ski ora vede il capolinea

di Domenico Brenzoni
La proposta della Plan 1800 di presa in carico degli impianti non ha convinto i giudici. La società verso il fallimento
Si tornerà a sciare  a Montecampione? La bocciatura del concordato lascia tutti nell'incertezza
Si tornerà a sciare a Montecampione? La bocciatura del concordato lascia tutti nell'incertezza
Si tornerà a sciare  a Montecampione? La bocciatura del concordato lascia tutti nell'incertezza
Si tornerà a sciare a Montecampione? La bocciatura del concordato lascia tutti nell'incertezza

La notizia è subito rimbalzata a Montecampione, come tra gli enti pubblici della Valle Camonica. Il capolinea per la società di gestione degli impianti sciistici non è mai stato così vicino.Per la Montecampione Ski Area si imbocca la strada del fallimento. A decretarlo l'udienza di mercoledì: la giudice fallimentare ha di nuovo respinto la proposta di concordato presentata dai liquidatori della società. Non deve aver convinto nemmeno l'ipotesi della Plan 1800 che si era detta interessata alla presa in carico degli impianti sciistici, con la speranza di risollevare le sorti della società in forte crisi finanziaria e alle prese con un soffocante carico di debiti.

Le reazioni

Il Consorzio dei residenti, in uno stringato comunicato sostiene che con la messa in liquidazione «si confronteranno Enti pubblici e privati intenzionati a far ripartire gli impianti di risalita». Secondo l'associazione, questa situazione «imprime un'accelerazione alle iniziative ed azioni finalizzate alla messa in sicurezza degli impianti sciistici, a cui Comune di Artogne e Comunità Montana di Valle Camonica in primis e Consorzio Montecampione stanno lavorando da tempo». Il passaggio giudiziario dovrebbe dare insomma una benefica scossa alle operazioni di rilancio o quanto meno di salvataggio di Montecampione.Ma tra molti addetti ai lavori e amministratori del comprensorio si sollevano molti interrogativi. Innanzitutto c'è chi si chiede se la prossima stagione invernale si potrà sciare, e molti dubbi aleggiano. Per gli enti che avrebbero dovuto costituire una società pubblica per sfruttare i fondi regionali ed acquistare alcuni impianti a 1800, la dilazione dei tempi legati al fallimento potrebbe giocare a loro favore, ma non è escluso che l'asta li metta in concorso con la Plan 1800, già affittuaria di alcune linee di risalita, che potrebbe vantare il «diritto di prelazione sull'acquisto a parità di condizioni». Questo almeno è quanto previsto dal contratto di affitto.

I vincoli

E poi ci sono i fondi del Patto territoriale per lo sviluppo strategico di Montecampione , che contemplava acquisto e sostituzione di tre seggiovie e che prevedeva la fine dei lavori entro il 31 dicembre 2024; si dovrà chiederne la proroga. Senza dimenticare ad esempio la revisioni della fondamentale seggiovia Corniolo, preventivata in 500.000 euro. Ora non rimane che attendere l'avvio dell'iter per le aste, con gli undici impianti valutati in perizia 5.497.000.

La black list

Montecampione inanella un altro fallimento. Dopo Alpiaz, Montecampione impianti, Montecampione hotels, Montecampione Bovegno Ski e Stella Alpina, ora tocca a Montecampione Ski Area. La società venne costituita nell'ottobre 2012 da un gruppo di commercianti della stazione turistica, sostenuta da enti pubblici ed azionariato diffuso, è passata in mano a Stefano Iorio nel 2016, venduta per debiti nell'ottobre 2022, ora è giunta al capolinea. Non c'è che da sperare in un futuro più roseo. Ma sul destino del comprensorio si allungano una serie di incognite che non lasciano certo spazio all'ottimismo.

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