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venerdì, 15 dicembre 2017

L’ex mulino del Quattrocento
ostaggio delle fogne del paese

La Fossa Magna di Carpenedolo invasa dalle fogne (BATCH)

Sembra una metafora del Bel Paese che ha perso ogni smalto quella disegnata in queste ore a Carpenedolo. Peccato che no si tratta di una metafora, e che un prezioso sito di archeologia industriale sia di fatto invaso dai liquami fognari.

Succede al corso della «Fossa Magna», che purtroppo è all’asciutto a parte il tratto che attraversa lo storico «Mulino di Mezzo»: qui le acque nere sono tornate ad attraversare una parte del canale. Ormai da tre giorni, infatti, il punto di scarico dello sfioratore ha ripreso a sversare liquami nello storico canale artificiale e in particolar modo nel terreno di proprietà di Sandro Beffa.

«È una situazione insostenibile» commenta infuriato il proprietario del mulino costruito nel 1462 e considerato appunto un esempio di archeologia industriale. Il risultato è che il percorso che si affronta per ammirare la bellezza senza tempo del Mulino di Mezzo è diventato disgustoso per via della puzza di fogna, solo mitigata da qualche espediente inventato da Beffa: teli e copertoni, che però, possono soltanto ridimensionare il cattivo odore.

«Questo è un problema mai affrontato con cui ci confrontiamo ormai da 27 anni, e considerando la valenza storica del mulino - aggiunge il nostro interlocutore - dovrebbe essere anche la Regione Lombardia a impegnarsi per trovare una soluzione». Lo stato di fatto? Negli ultimi mesi il consorzio Garda uno ha effettuato interventi all’interno del subalveo della Fossa Magna realizzando, dice con linguaggio per addetti ai lavori la relazione tecnica, la «disconnessione idraulica del tratto di tubazione che apportava ingenti quantità di acque parassite».

NON SOLO: il settore Ambiente della Provincia ha effettuato un monitoraggio mensile dello sfioratore, il cui scarico è rimasto inattivo quando la Fossa era asciutta per poi riattivarsi a causa di una forte precipitazione. Purtroppo però, ormai da tre giorni gli scarichi fognari sono ripresi anche se di recente non ci sono state piogge, e nonstante nel canale non ci sia una goccia d’acqua. Una situazione che è stata verbalizzata per l’ennesima volta dalla polizia locale di Carpenedolo, perchè il rischio sanitario, oltre alla beffa storica per l’antico edificio, è fin troppo evidente. Il tutto rende poi sempre più urgenti gli interventi strutturali programmati da anni e che ancora non sono stati realizzati per mettere in sicurezza il mulino, la salute della famiglia Beffa e quella dei carpenedolesi in generale. V.MOR.