Questo sito web utilizza i cookie anche di profilazione al fine di migliorarne la fruibilità. Continuando ad usufruire di questo sito, l'utente acconsente ed accetta l'uso dei cookie. Informazioni
giovedì, 14 dicembre 2017

Parrocchiale, si alza il sipario

La facciata della chiesa parrocchiale dopo il restauro (BATCH)

Sono terminati a Nuvolento i restauri della chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria della Neve. La chiesa è stata oggetto di lavori soprattutto esterni e ora fa bella mostra di sé nella centrale piazza del paese, dopo che per mesi è stata imbragata dai ponteggi e dai teli protettivi e nascosta agli occhi dei cittadini.

Al traguardo la ristrutturazione degli esterni, i quali, come sottolinea il parroco don Rino Maffezzoni, necessitava da tempo di un radicale intervento. «Per eseguire i lavori - afferma il parroco - è stato necessario naturalmente acquisire il parere favorevole della Soprintendenza, autorizzazione che è giunta il 10 ottobre 2016; per quanto concerne i fondi necessari, è doveroso ringraziare tutti i parrocchiani che hanno mostrato sensibilità e generosità: è loro in gran parte il merito di questo traguardo».

PARTITI in primavera, i lavori di restauro, per un importo di poco più di 100 mila euro iva esclusa, sono stati eseguiti secondo il progetto redatto dall’ingegner Fabio Gaetarelli, con studio a Prevalle, da parte dell’impresa edile Società Generali Costruzioni di Toscolano Maderno.

Nel dettaglio, come si faceva cenno poc’anzi, si è intervenuti per il risanamento conservativo e per il restauro delle facciate, in particolar modo visibile e ammirabile ovviamente quella principale che dà sulla piazza sulla quale si affaccia anche il palazzo comunale. Non solo: anche il bel campanile risalente al secolo decimonono è stato sistemato così come il dipinto murale rappresentante la crocifissione, di autore ignoto dei primi del ‘900.

LA CHIESA di Nuvolento fu edificata secondo lo stile neoclassico tra la fine del XVIII e la prima metà del XIX secolo, è a navata unica e all’interno custodisce dei piccoli tesori dell’arte bresciana, in particolare tele di Andrea Celesti e Luigi Basiletti: da un manoscritto risalente al Seicento e conservato oggi presso la Biblioteca Queriniana di Brescia, risulta che anticamente la parrocchiale annoverasse tra le opere contenutevi anche un quadro di Alessandro Bonvicino detto il Moretto, di cui però non c’è più alcuna traccia.