Pioggia di pietre e sassi: chiusa la strada per Vello

Alcuni dei pezzi di roccia caduti sulla strada sono di dimensioni consistenti: anche per questo motivo le autorità hanno deciso di far scattare il divieto di transito fino a domani L’ingresso della galleria è stato sbarrato in attesa dei controlli Il traffico è stato dirottato verso lo svincolo di Collepiano

Alessandro Romele La strada che collega la frazione di Vello al capoluogo Marone rimarrà bloccata fino almeno a domani: nella notte tra venerdì e sabato una pioggia di pietre, sassi e calcinacci è caduta dalla volta rocciosa che sovrasta la provinciale, nella zona tra le due gallerie in prossimità dell’abitato., Il materiale non ha fortunatamente provocato danni a mezzi o persone., Il distacco si è verificato attorno all’una quando la carreggiata era deserta., Un automobilista ha allertato i carabinieri di Marone, che, giunti sul posto, hanno a loro volta contattato i Vigili del fuoco giunti a Vello da Sale Marasino e da Darfo Boario Terme., Sul tratto di strada sono confluiti in pochi minuti anche i tecnici comunali e una pattuglia della Polizia locale., La quantità del materiale che si è schiantato sull’asfalto è esiguo, ma ci sono anche delle rocce di dimensioni pericolose., Dopo un primo sopralluogo, l’ente Provinciale ha optato per la chiusura del tratto a pedoni e veicoli, all’altezza del ristorante «La Galleria» ed allo svincolo per l’abitato di Vello: nella mattinata di domani salirà a Marone un geologo, che valuterà la situazione e – presumibilmente – darà il via libera alla riapertura., Prima bisognerà tuttavia valutare che non ci siano massi pericolanti., Fino ad allora, per giungere in paese, i veicoli dovranno percorrere la tangenziale sebina ed uscire a Collepiano per poi scendere verso il lago.

Lo smottamento giunto dopo poche ore di pioggia intensa, conferma la vulnerabilità del territorio Sebino e più in generale di quello della provincia di Brescia., DALLA VALCAMONICA alla Bassa, 165 comunità sono in ostaggio di montagne instabili, o devono tenere il fiato sospeso ad ogni violento temporale per il timore di allagamenti ed esondazioni incontrollate e incontrollabili., Addirittura 92 sono sottoposti ad entrambi i pericoli., La fragilità del nostro territori certificata dall’ultimo monitoraggio dell’Ispra sul rischio idrogeologico, si specchia nei disagi provocati dall’ultima ondata di maltempo., I danni sono tuttavia limitati, soprattutto se paragonati a quelli dell’ondata di maltempo di fine ottobre., Il conto galleggia attorno ai 100 milioni su scala regionale, di cui 32,5 in città e provincia., E pensare che in Lombardia, per ridurre a livelli vicini allo zero il pericolo frane e alluvioni, servirebbe mezzo miliardo, 170 milioni per l’area bresciana., SI TRATTA DI RISORSE difficili da reperire in tempi di austerità diffusa, ma dal rapporto tra danni ciclici e costi della prevenzione emerge che i soldi spesi per mettere in sicurezza smottamenti sono investimenti molto fruttuosi nel medio termine., • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Suggerimenti