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20.04.2017

Pezze e puntello
per il cavalcavia
malandato

Il sindaco Aurelia Sandrini indica il puntello in legno incriminatoL’intervento degli operai che hanno posizionato una serie di «pezze» per evitare la caduta di calcinacci
Il sindaco Aurelia Sandrini indica il puntello in legno incriminatoL’intervento degli operai che hanno posizionato una serie di «pezze» per evitare la caduta di calcinacci

Lino Febbrari

Una soluzione tanto creativa quanto estemporanea per «riparare» un viadotto malmesso che mostra tutti i quasi qurant’anni di mancata manutenzione. Per sostenere una trave seriamente acciaccata, qualcuno, pare un ingegnere (così riferiscono), ha deciso di piazzare a mo’ di puntello un tronco di abete. Ma non è finita: per evitare che i calcinacci che si staccano dalla soletta finiscano sulla testa dei passanti che transitano sulla ciclopedonale, sempre lo stesso professionista, ha ordinato di ricoprire con una sorta di lenzuolo i tratti più deteriorati del manufatto.

SUCCEDE a Pontedilegno, dove il viadotto della Statale del Tonale che attraversa il Narcanello sta letteralmente cadendo a pezzi, e più o meno nelle stesse precarie condizioni sono gli altri ponti della zona. «Sono molto preoccupata - sbotta il sindaco della cittadina Aurelia Sandrini - della pericolosità di questi viadotti. E non lo sono da adesso, ma è da tre anni che segnalo a Anas le disastrose situazioni di queste infrastrutture e che chiedo di porre rimedio prima che accada qualcosa di grave».

La prima lettera che segnalava il problema è stata indirizzata al gestore delle strade nazionali nel 2014. Altre ne sono seguite in questi ultimi tempi, in particolare dopo che alcuni turisti sono andati in municipio per raccontare di essere stati sfiorati da grossi pezzi di intonaco.

«IN QUESTI tre anni ho ricevuto soltanto una telefonata - annota il sindaco Sandrini - con la quale un funzionario dell’ente mi chiariva innanzi tutto che risorse non ce n’erano, poi che bisognava prima stendere un progetto e che comunque i tempi sarebbero stati abbastanza lunghi. Tutto qui: in mano non ho nulla di concreto».

In attesa che il progettista metta nero su bianco l’intervento da attuare, ieri in zona è comparsa una squadra di operai, la stessa che la settimana precedente la Pasqua aveva posizionato il fusto d’abete sotto la trave prefabbricata.

Armati di trapani e taglierine, i dipendenti dell’impresa che per conto di Anas cura la manutenzione ordinaria e straordinaria della «42» del Tonale, nel giro di poche ore hanno «messo in sicurezza» i punti più a rischio.

«Secondo me hanno solamente nascosto il problema - osserva la prima cittadina con un amaro sorriso - Questa sicuramente non è la soluzione che auspicavamo. Questa improvvisata copertura non mi basta: voglio che da Milano giungano al più presto risposte precise, e che mi sia garantito per iscritto che il ponte è sicuro».

Lino Febbrari
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