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17.11.2018

Furti di rame e ferrovie in tilt La banda di ladri al capolinea

La Polfer ha sgominato una banda di ladri di rame nelle stazioni
La Polfer ha sgominato una banda di ladri di rame nelle stazioni

Valerio Morabito È finita nelle rete delle forze dell'ordine la banda del rame accusata di aver rubato negli ultimi due anni oltre 300 mila euro di materiale nelle stazioni del Nord-Est. Su ordine della procura di Verona, gli agenti della Polfer hanno arrestato tre cittadini stranieri, mentre un italiano è ai domiciliari. I componenti della gang sono accusati a vario titolo di associazione a delinquere e furto aggravato in concorso. Devono rispondere di 18 colpi tra Lombardia, Veneto e Friuli. Tre i raid commessi nel Bresciano: a Calcinato, Remedello e Calvisano. I furti di cavi elettrici e materiale rotabile avvenuti tra la primavera e il dicembre dell’anno scorso avevano provocato disagi tecnici alla linea. Le indagini hanno consentito di identificare gli autori materiali delle razzie ovvero un romeno 29enne, un kosovaro 28enne, un 41enne albanese, e uno dei ricettatori un 72enne della provincia di Bergamo. L'operazione fa riferimento ad una indagine partita nel 2016 e seguita dalla squadra rame del settore di polizia giudiziaria del compartimento di polizia ferroviaria per Verona ed il Trentino Alto Adige, la quale ha lo scopo di contrastare il fenomeno dei furti di rame ai danni delle ferrovie. LA STRATEGIA della banda del rame era ben rodata. Di solito, secondo gli accertamenti delle forze dell'ordine, partivano dalla provincia di Bergamo e da li raggiungevano le stazioni come quella di Calcinato. Sta di fatto che l'operazione della Polfer di Verona ha avuto esito positivo anche grazie all'installazione di un allarme che ha permesso di stabilire il momento esatto in cui venivano compiuti i furti. I colpi, come succede in circostanze simili, erano organizzati di notte. Dopo aver prelevato il rame, i ladri lo vendevano a dei rottamatori compiacenti. Sulla rete di ricettatori sono in corso accertamenti da parte della polizia ferroviaria. Gli allarmi installati, però, non hanno permesso di cogliere sul fatto i componenti della banda che sono stati identificati con il classico intreccio dei dati ottenuti dalla lettura delle targhe e dal traffico telefonico. Oltre il territorio di Calcinato, la banda ha messo a segno dei colpi anche nella zona di Peschiera e Castelnuovo del Garda in provincia di Verona, Montecchio Maggiore e Alonte in provincia di Vicenza e Gemona del Friuli in provincia di Udine. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Valerio Morabito
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