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21 ottobre 2017

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03.10.2017

Fattore di pressione
bis, stop
alle discariche

Fattore di pressione bis, stop alle discariche
Fattore di pressione bis, stop alle discariche

Sempre più stringente, sempre più a difesa di un territorio martoriato dall’inquinamento. La Regione ha approvato ieri il nuovo fattore di pressione, lo strumento che impedisce l’apertura di discariche o l’ampliamento di quelle esistenti in zone già ambientalmente stressate, come appunto la nostra provincia. Alla luce dei carichi di rifiuti che soffocano le aree più vulnerabili, il nuovo parametro equivale per il Bresciano ad un blocco totale dei progetti di siti di smaltimento.

IL PROVVEDIMENTO, riveduto e corretto anche sotto il profilo normativo, mette al riparo dal rischio impugnazione la misura che, in fase sperimentale, si è prestata ad interpretazioni giuridiche contraddittorie, fino all’ultima sentenza del Consiglio di Stato che ha legittimato dal punto di vista costituzionale l’operato della Regione. Il nuovo indice fissa due vincoli: il primo, il cosiddetto fattore di pressione areale, identifica il volume massimo di rifiuti conferibili in discarica su un territorio di 78 chilometri quadrati, vale a dire l’area della superficie compresa nel raggio di 5 chilometri intorno al potenziale bacino di smaltimento rifiuti. Il fattore di pressione comunale, invece, identifica essenzialmente un volume possibile di discariche all'interno del territorio comunale. Nel primo caso la soglia del divieto di discariche passa da 160 mila a 64.000 metri cubi di rifiuti per chilometro quadrato: una riduzione del 60% rispetto alla versione iniziale dell’indice di pressione. A livello comunale, invece, l’asticella scende a 145 mila metri cubi per chilometro quadrato. Nelle procedure di valutazione basterà il superamento di uno solo dei due valori per bloccare i progetti di siti per lo smaltimento o il trattamento di scorie.

«Brescia ha già dato molto, troppo in termini di discariche e impianti ad alto impatto - ha ribadito ieri l’assessore regionale all’Ambiente Claudia Terzi al termine della Giunta che ha ratificato il provvedimento -: con questa norma mettiamo un doppio scudo di protezione al territorio. Il mio auspicio è che anche il Governo segua la nostra linea». Non è del resto un segreto che nella stesura del fattore di pressione la Regione si sia ispirata al caso Montichiari, ribattezzato la pattumiera d’Europa per le sue 11 discariche che custodiscono 12 milioni di metri cubi di scarti. Ebbene, dall’entrata in vigore dello strumento di tutela regionale, nel paese della Bassa, che ha superato il limite di entrambi i vincoli, non sarà in teoria più possibile insediare nuovi centri di smaltimento rifiuti o incrementare la capacità di quelli esistenti. Il fattore di pressione bis non sarà applicato nelle procedure autorizzative in corso, molte delle quali peraltro già bloccate con i vecchi parametri. Sulla nostra provincia incombono oltre 7 milioni e seicentomila mc di nuovi rifiuti. A tanto ammonta la capacità complessiva delle discariche in itinere. Una quantità che vale poco meno di un ottavo dei 57 milioni di mc stoccati attualmente nei 148 siti di smaltimento attivi. A tal proposito il Movimento 5 Stelle, attraverso il consigliere regionale Giampietro Maccabiani, aveva auspicato che il parametro scendesse a 20 mila mc di rifiuti per chilometro quadrato e che fosse imposto anche agli iter in corso. In questo modo, per l’esponente di opposizione «Brescia sarebbe stata davvero messa al riparo dall’attivazione di nuove discariche».

MA PER L’ESECUTIVO regionale i parametri sono già incisivi. «Il valore adottato è stato stabilito partendo dall'analisi dei dati trasmessi dalle province nel censimento delle discariche e del calcolo del fattore di pressione realizzato per ciascun Comune - ha spiegato Claudia Terzi -. È stato possibile stabilire un valore inferiore, rispetto al passato, anche in considerazione del ridotto fabbisogno di discariche grazie alle azioni tese all'azzeramento del conferimento di rifiuti urbani indifferenziati in discarica e per la minimizzazione delle scorie speciali». La Lombardia insomma produce sempre meno scorie e punta all’autosufficienza dello smaltimento senza il ricorso ad ulteriori siti di trattamento. Il fattore di pressione rappresenta poi un deterrente al flusso di scarti provenienti da altre regioni.

Cinzia Reboni
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