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10.07.2018

Cellatica riscopre
la sua creatività
con la Music Band

La Music Band di Cellatica sembra avere un feeling particolare con le penne nere: dopo l’Alpinata sul Gölem sarà di scena alla festa di Irma
La Music Band di Cellatica sembra avere un feeling particolare con le penne nere: dopo l’Alpinata sul Gölem sarà di scena alla festa di Irma

Dalle vette del Guglielmo al «cuore alpino» di Irma: le montagne bresciane sembrano essere diventate una seconda casa per la Music Band di Cellatica, che dopo aver suonato lo scorso anno sul Gölem in occasione della quindicesima «Alpinata» - dove tornerà anche quest’anno, il 9 settembre -, conferma il suo legame speciale con le Penne nere partecipando il prossimo 22 luglio all’80esimo anniversario delle Case di Irma, la mitica colonia per bambini ospitata nel paese della Valtrompia. Irma abbraccerà gli alpini con due giorni di festa e la colonna sonora destinata a rendere ancora più solenne l’evento è stata affidata alla Banda guidata da Guido Torcoli. «Ancora una volta punteremo su un intrattenimento musicale e folkloristico, e non su un concerto vero e proprio - spiega il direttore della Music Band di Cellatica -. È ancora un po’ troppo presto per uscire allo scoperto con esibizioni più impegnative». Torcoli con la sua Music Band vuole andare piano e... lontano. Del resto la sua esperienza ed il suo curriculum gli consentono di far crescere al meglio un gruppo «che ho voluto creare mettendoci tutta la mia passione». Anche se non mancano le difficoltà. «Siamo partiti in 14, oggi nelle file della Banda si contano una ventina di elementi. Il più giovane ha 10 anni, il più...esperto un’ottantina. Ma è una faticaccia. Le risorse economiche scarseggiano, e non siamo ancora una formazione perfettamente “strutturata“».

L’ESPERIENZA musicale di Torcoli - che ha diretto per undici anni la Banda di Pontoglio e successivamente è stato per dieci anni sul podio del corpo bandistico di Gussago - inizia con i corsi di strumentazione con Paolo Pachera e quelli di armonia con Giovanni Ligasacchi. «Sotto naja - racconta Torcoli - dirigevo una Banda musicale, e successivamente, per cinque anni, ho guidato anche la Fanfara dei Bersaglieri di Melzo». «La Music Band di Cellatica è un piccolo gruppo - ammette Torcoli -, e spesso per rinforzare l’organico ci danno una mano gli strumentisti di Gussago. Ma non è questo il problema principale: attualmente abbiamo a disposizione per le prove uno spazio nelle scuole medie, ma sto lottando per avere in dotazione una sede più adeguata. Il Comune però ci ha fatto sapere che non ha spazi disponibili. Per qualche tempo abbiamo “approfittato” di don Daniele, che ci ha concesso l’uso dei locali dell’oratorio, ma noi avremmo bisogno di una sede adeguata alle nostre esigenze». Un problema sollevato anche dal figlio Omar, suonatore di flicorno tenore e presidente della Music Band. «Il parroco ci è venuto in aiuto, ma non ce la sentiamo più di approfittare della sua generosità. Suono ormai da 28 anni, ho fatto esperienze nelle Bande di Erbusco, Pontoglio, Gussago, Melzo, Seregno e Treviolo, ma mi rendo conto che qui la situazione è più difficile». La Banda di Cellatica, aggiunge Omar Torcoli, «è nata quasi per caso: abbiamo pensato di costituirla in un paese dove da 62 anni non esisteva più una formazione musicale. L’abbiamo fatto anche e soprattutto per la popolazione, e invece l’iniziativa stenta a decollare». Omar Torcoli ricorda ancora il giorno del debutto: «Era il primo luglio del 2016, per la festa di chiusura del Grest. Avevamo iniziato le prove a marzo, la scaletta del concerto era piuttosto “leggera”, del resto era la nostra prima uscita». Dopo l’esordio, alcuni musicisti si sono aggregati al gruppo: gente che suonava già in altre Bande, o che per qualche motivo aveva messo a riposo lo strumento. Ora, dopo due anni, il giovanissimo sodalizio sta crescendo, maturando.

MA «LA GENTE ANCORA non ha capito che noi siamo la Banda di Cellatica - insiste il presidente -, senza contare le difficoltà per l’utilizzo dei locali messi a disposizione dal Comune. Non è la prima volta che, per problemi vari, non riusciamo nemmeno ad accedere al parcheggio delle scuole per poter scaricare gli strumenti, col risultato che dobbiamo saltare le prove. E questi inconvenienti, inevitabilmente, spengono la nostra passione e il nostro entusiasmo. Stiamo persino valutando di cambiare “casa”, spostandoci anche fuori da Cellatica, pur di continuare a portare avanti il nostro sogno».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Cinzia Reboni
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