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08.03.2018

L’incubo Tari sul Consorzio

Non c’è pace per la stazione turistica di Montecampione
Non c’è pace per la stazione turistica di Montecampione

«Sarà un disastro per Montecampione e per il Comune di Artogne»; «Non possiamo pensare a Montecampione senza il Consorzio»; «Artogne si assumerà una responsabilità irreversibile e ne pagherà le conseguenze». Tre interventi, tre dichiarazioni ed un unico grido di dolore: senza il Consorzio dei Residenti, Montecampione è finito. Marco Daminelli e Paolo Birnbaum per il residenti, Stefano Iorio per Ski area e Associazione commercianti sono scesi in campo, anima e cuore, a difesa di quell’associazione che sembra minata dalla decisione del Comune di Artogne di applicare la Tari al comprensorio turistico. Una conferenza stampa affollata di persone interessate a conoscere quanto bolle in pentola ed a capire le possibili conseguenze di quanto potrebbe succedere nei prossimi giorni. Già l’incontro in programma venerdì scorso tra amministratori comunali e consortili è andato a vuoto, a significare come i rapporti siano tesi. Ciò che si paventa a Montecampione è la chiusura del Consorzio con le relative conseguenze: acquedotto, fognatura, pulizia strade, trasporti, depurazione, illuminazione e servizi vari che potrebbero passare all’ente pubblico. «È materialmente impossibile che i servizi che oggi dà il Consorzio, li possa dare il Comune» ha dichiarato il presidente del Consorzio, che ha pure promesso: «Faremo in modo che questo processo (applicazione della Tari ndr) sia il più lento possibile, altrimenti i rapporti con Artogne saranno solo strettamente giuridici». Non è mancata nemmeno una frecciata agli amministratori, nel momento in cui è stato detto «quando un Comune non ha politica si fa governare da un segretario». Come ben si capisce, situazione al calor bianco, che solo a chiusura della conferenza stampa ha mostrato qualche segno di possibile tentata conciliazione: «Sono fiducioso che questa cosa possa rientrare, se c’è ancora qualcuno di buon senso», sono state le ultime parole di Birnbaum. Dura lex sed lex, sembra di sentir dire in municipio, ma da qui alla fine di marzo, data entro la quale Artogne deve approvare le tariffe a supporto del bilancio, c’è tempo per cercare una soluzione al problema. •

Domenica Benzoni
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