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13.08.2017

Siccità e roghi boschivi
«Sospendete la caccia»

In Italia centrale e meridionale le fiamme sono una presenza quasi quotidiana, mentre nel Bresciano hanno lasciato segni pesantissimi nei mesi scorsi. Eppure, non solo nessuno ha applicato e sta applicando la legge che prevede il fermo della caccia per diversi anni sui terreni attraversati dal fuoco, ma - a peggiorare la situazione - alcune Regioni ti territori andati in fumo, Lombardia compresa, hanno dato il là a una anticipazione della stagione venatoria grazie alle preaperture.

ECCO PERCHÉ un pool di associazioni ambientaliste nazionali - Lac, Lav, Enpa, Lipu, Italia nostra e Mountain wilderness - ha deciso di «saltare» le regioni rivolgendosi direttamente al presidente del Consiglio e ai ministri dell’Ambiente, dell’Agricoltura e dell’Interno per chiedere l’annullamento della prossima stagione di caccia.

«I devastanti incendi che hanno distrutto più di 85 mila ettari di territorio, uniti alla gravissima siccità che ha investito la nostra penisola - scrivono le associazioni - stanno creando enormi danni all’economia nazionale e all’ambiente. Una situazione che non ha eguali in Europa e che sta determinando gravissime ricadute sulla vita degli animali selvatici».

«Un territorio così devastato non è in grado di dare il necessario sostentamento agli animali selvatici che sono riusciti a sopravvivere alle fiamme e alla scarsità d’acqua e rischiano un vero e proprio sterminio. E oltre alle morti dirette e indirette causate da incendi e siccità - avvertono - si profila a breve l’apertura della stagione di caccia che, approfittando delle preaperture, inizierà il primo settembre. Da quel giorno gli animali selvatici sopravvissuti alle calamità naturali e ai criminali degli incendi subiranno la pressione dei cacciatori che si concentrerà nelle zone che possono garantire ancora il sostentamento necessario». Da qui l’affondo verso le Regioni: «È intollerabile che in un contesto nazionale di tale drammaticità nessuna istituzione abbia messo in dubbio l’apertura della caccia - sostengono le associazioni ambientalisti -. Come se non bastasse le Regioni aggiungono danno al danno concedendo tre settimane in più di caccia grazie alle preaperture. I presidenti che a oggi non hanno messo in pratica alcuna azione a tutela degli animali selvatici superstiti evidenziano il loro disinteresse nei confronti del patrimonio ambientale di tutti i cittadini, che non è esclusiva dei soli cacciatori».

«CONSIDERATO il perdurante sbilanciamento delle Regioni a favore della lobby venatoria - è la conclusione - abbiamo deciso di rivolgerci al Governo nazionale, perché ha la piena competenza per poter intervenire con adeguati atti contingibili e urgenti ai sensi della legge 59 del 1987, allo scopo di tutelare gli animali selvatici, gli habitat e l’ambiente in generale così come disposto dalla nostra Carta costituzionale».

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