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18.03.2018

Viabilità e cantieri in stallo Ponte Caffaro diventa un caso

Il ponte incompiuto di Ponte Caffaro visto dall’alto  Dalla strada questa è la scena che appare ancora oggi
Il ponte incompiuto di Ponte Caffaro visto dall’alto Dalla strada questa è la scena che appare ancora oggi

Finora è stata al centro di interrogazioni provinciali, parlamentari e di scherzi di Carnevale, e non è eccessivo affermare che l’incompiuta di Ponte Caffaro è uno scandalo. Un gigantesco problema di progettazione per quella che prima doveva essere una semplice rotatoria, poi è diventata un’opera dal nome altisonante - «raccordo anulare asimmetrico» - che doveva già essere conclusa da almeno un anno, e che invece è rimasta a mezz’aria. Con un costo previsto di 3 milioni e 711 mila euro finanziato con i fondi per i Comuni di confine, inizialmente doveva essere un semplice rondò per ridurre i problemi di circolazione tra le province di Brescia e Trento, visto che l’attuale ponte austroungarico, con il traffico che lo attraversa (7.000 veicoli al giorno, un terzo dei quali pesanti, con punte di 13.000) non è più adeguato. Solo che i tecnici non avevano ritenuto fattibile la prima soluzione, e così è nata l’idea di un secondo ponte parallelo, più a valle di una ventina di metri. Ed eccoci al raccordo anulare asimmetrico: peccato che le curve siano diventate ad angolo retto, praticamente impossibili da effettuare per pullman e camion. Poi si è scoperto che comunque il vecchio ponte in ferro è pericoloso, e va sostituito nonostante la Sovrintendenza continui a storcere il naso. E adesso? «Il nuovo progetto che prevede di mantenere le spalle dell’antica opera - spiega il vicesindaco di Bagolino Giorgio Pezzarossi - sta seguendo l’iter burocratico previsto: per ora non ci sono problemi di traffico, ma non mi sento di fare previsioni sui tempi». IL VECCHIO manufatto sarà quindi sostituito, ma come verranno risolti i problemi di svolta? Possibile che con quasi 4 milioni di euro non si sia arrivati a una soluzione? Nei mesi scorsi il parlamentare trentino Riccardo Fraccaro aveva presentato due interrogazioni parlamentari parlando di «bizzarre soluzioni tecnico-progettuali», mentre all’interrogazione presentata alla Provincia di Trento, l’assessore alle Infrastrutture Mauro Gilmozzi aveva risposto che né il finanziamento né il progetto sono stati curati dal suo ufficio. Insomma: l’unica cosa certa è che si continuera per un bel po’ a passare sulla vecchia costruzione austriaca. •

M.ROV.
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