LA LEONESSA

Deputati, senatori e ordini di scuderia: la Leonessa di oggi

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Quant’è corretto, per un parlamentare, rispettare – ove esistente - la rigida disciplina di partito? E quanto invece è giusto che deputati e senatori esprimano liberamente la propria opinione così da far capire a chi li ha votati se la fiducia accordata è stata ben riposta? Sono domande sorte in redazione nel giorno in cui abbiamo deciso di interpellare tutti i parlamentari bresciani in vista dell’imminente rinnovo istituzionale più atteso e discusso degli ultimi sette anni: la scelta del successore di Mattarella. Non sono mancate le sorprese. Molti degli intervistati hanno aderito di buon grado, inoltrandosi in ragionamenti, previsioni, ipotesi. E hanno messo in piazza, com’è sacrosanto che sia per un eletto dal popolo, opinioni e posizioni. Uno ha accampato giustificazioni che neanche un liceale per un’interrogazione non gradita. Altri invece, è il caso dei sette leghisti, prima di profferir verbo hanno chiesto il permesso alla segreteria nazionale. Che, evidentemente non fidandosi di quel che poteva uscire da quelle bocche, ha stilato un fumoso comunicato unitario dietro cui gli autorevoli rappresentanti del territorio si sono allineati in silenzio. È la conferma che il Carroccio ormai è l’ultimo partito in grado di tenere a bada le sue truppe. Forse.