Mussolini a Provaglio e i fascisti su Marte

Cameratti! Sempre teso il destro nell’ostinato romanissimo saluto, noi in quel borgo di Provaglio d’Iseo ch’è baluardo pugnace et estremo di imperitura ziviltà fassista, non piegheremo il capo all’oltraggiosa domanda di revoca della cittadinanza onoraria qual ivi conferita al Cavalier Benito Mussolini nell’anno luminoso del 1924 (II E.F.). Con atto proditorio di perfida viltà, ritornano bolscevichi e disfattisti ad invocare la revoca della vetusta onorificenza che del DVCE fu ed è ornamento, codardamente brancicando e rimestando memoria e gloria eterna e sempiterna. Dimentichi d’ogni decenza e di minima vergogna sprovveduti, osano costoro sottometter la mozione al vacuo rituale della votazione democratica, femmineo orpello d’ignava demoplutocrazia, supremo oltraggio al DVCE che della democosa di cui sopra fu implacabile, eppur giusto, castigamatti. Ad avversari e voltafaccia, rammentasi con virile fermezza che quando la misura è colma gl’italici cuor s’indignano. Indi mai supplici (MAI!), né mai reclamando (come pur sarebbe il voler nostro!), la parola d’ordine è una sola: a noi fassisti è il fatto della votazione democratica che più che altro ci scoccia!