Balotelli-Franciacorta:
il ritorno di
Super Mario

Mario Balotelli, 30 anni compiuti lo scorso 12 agosto, durante la sessione di ieri con il Franciacorta di Serie DMario  Balotelli:  19 presenze e 5 gol l’anno scorso con il Brescia
Mario Balotelli, 30 anni compiuti lo scorso 12 agosto, durante la sessione di ieri con il Franciacorta di Serie DMario Balotelli: 19 presenze e 5 gol l’anno scorso con il Brescia
Mario Balotelli, 30 anni compiuti lo scorso 12 agosto, durante la sessione di ieri con il Franciacorta di Serie DMario  Balotelli:  19 presenze e 5 gol l’anno scorso con il Brescia
Mario Balotelli, 30 anni compiuti lo scorso 12 agosto, durante la sessione di ieri con il Franciacorta di Serie DMario Balotelli: 19 presenze e 5 gol l’anno scorso con il Brescia

Balo is back. Oddio, non proprio back. Diciamo che sta lavorando per tornare. Dove, come e quando è ancora un mistero e forse lo rimarrà ancora per un po’. In attesa della chiamata che possa srotolare quella matassa intricata che è diventata la sua carriera, Balotelli si allena con il Franciacorta. Sì, quel Franciacorta là. In Serie D, a due passi da casa, senza stress, pressioni e, lontano da occhi indiscreti. No, Balotelli non sta pensando ai dilettanti per rimettersi in gioco. La sua è una scelta temporanea, resa possibile dalla presenza nella rosa amaranto dell’amico Alessandro Bertazzoli e da Eugenio Bianchini. Il ds franciacortino, che ha conosciuto Balo quando il fratello Enock approdò al Ciliverghe, ha sempre spalancato volentieri la porta dello spogliatoio ai grandi giocatori in attesa di sistemazione. Nel 2013 accolse a Mazzano un certo Roberto De Zerbi, pronto di lì a poco ad accettare la proposta del Trento di Luciano De Paola. Ora la storia si ripete con Mario. La differenza sta nella prospettiva che Balo in cuor suo ancora nutre. Dopo aver cercato una sistemazione «esotica» Balotelli è in attesa dell’offerta giusta. Anche se siamo a novembre e le pretendenti non sono più abbondanti come un tempo, l’auspicio è trovare una sistemazione in Serie A. Dove? Bella domanda. Le ultime dicono Bologna, alla ricerca di un centravanti dopo l’infortunio di Santander. In rossoblù Mario ritroverebbe Sinisa Mihajlovic, sergente di ferro col quale a suo tempo ci sono stati screzi e incomprensioni. Nulla che non si possa sistemare con una stretta di mano e la promessa di una totale dedizione alla causa. PIÙ DI UNA PERSONA oggi storce il naso sul ritorno di Balo nel grande calcio. Il pubblico è diviso tra detrattori per partito preso e sostenitori a oltranza. La verità però sta nel mezzo. Che Mario non abbia brillato con il Brescia è un dato di fatto. I numeri non sono dalla sua parte e non rendono giustizia alle sue indiscutibili qualità. Che sia stato messo nelle condizioni di rendere al meglio, però, è argomento da dibattere. Quando chiedeva una posizione più avanzata per Tonali, l’unico interlocutore con cui ci fosse un’affinità tecnica, forse l’unico giocatore che potesse metterlo davanti al portiere con frequenza, ha spesso ricevuto risposta negativa. Il resto è storia recente: il progressivo allontanamento dal Brescia e il lungo silenzio che ne è seguito. Responsabilità sulla retrocessione forse ne ha avute ma certamente non tutte. Oggi Balo vuole dimostrare di avere essersi lasciato alle spalle la parentesi di Brescia. Dimenticata no. Mario è il primo a essere rimasto male per l’epilogo di quest’avventura, come era il primo a voler dare il massimo per la squadra. Ora non gli resta che il campo d’allenamento, il Franciacorta e una promessa, l’ennesima, per tornare protagonista in A. Il resto lo dirà il campo. Che sia Bologna o Genoa (l’altra squadra sulle sue tracce) poco cambia. Sullo sfondo c’è sempre Mancini, la nazionale, l’Europeo. Oggi una missione impossibile, se non sacrilega. Domani chissà. Tornare sarebbe già qualcosa. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alberto Armanini